Ad Arona è festa solenne per la patrona, Santa Maria Nascente. Diversi sono gli eventi organizzati nella parte iniziale del mese di settembre; fra questi, uno dei primi è stata la testimonianza di monsignor Dominique Tinoudji, vescovo di Pala, il quale ha raccontato come si vive oggi in Ciad da credenti e da operatori di pace, di solidarietà e giustizia. La domenica, don Eraldo De Agostini ha celebrato con gli aronesi il suo quarantesimo anniversario dall’ordinazione sacerdotale. Durante la predica, il sacerdote ha ricordato alcuni momenti toccanti del suo percorso sacerdotale: l’avvicinamento alla Chiesa avvenuto casualmente, tramite il prestito di un registratore a don Piero Paracchini, dopo poco la vocazione e il 23 giugno 1985, in Collegiata, la prima messa. Un grande ricordo è impresso nelle menti dei fedeli, ma anche nel cuore del sacerdote: «Come non ricordare quel giorno: ad accogliermi sull’altare don Mario e don Piero, insieme al caro Egidio».
Una donna, in quell’occasione, ringraziò don Eraldo perché riferimento per i giovani e fonte, per lei, di speranza, sentimento dettato dalla vocazione matura. In serata, la tradizionale processione per le vie della città; un appuntamento tanto atteso dagli abitanti, che non vivevano questo momento dal 2023 causa maltempo. La novità di quest’anno è stata il trasporto della statua di Maria regalata nel 1919, anno della pace, da una famiglia aronese: così si è fatto uno strappo alla tradizione, invocando la pace per il mondo intero.
Ad animare la processione, è stata la Banda di Arona, che ha allietato l’evento fra le varie litanie. L’indomani, nel giorno della ricorrenza, don Claudio Leonardi, parroco della città, ha celebrato la solenne liturgia della festa, al fianco dei confratelli don Francesco Gagliazzi, don Benoit Lovati, don Roberto Salsa e il diacono don Fabio Zanetti Chini. «Siamo in preghiera in comunione anzitutto con Maria – ha sottolineato il parroco – e con tutti i santi, ove la comunione con essi rimanda al legame spirituale tra santi proclamati, fra cui anche quelli canonizzati ieri e proposti come esempio in modo particolare ai giovani, e noi, già santi perché battezzati, ma ancora in cammino».
Durante la liturgia, il sacerdote, ha poi sottolineato la fine del suo cammino nella nostra comunità, riprendendo le parole che Papa Giovanni Paolo II, quarantun’anni fa, affidò agli aronesi, in occasione della festa di San Carlo: «Siate degni della vostra nobile e ricca tradizione che risale a san Carlo! Sforzatevi di essere cristiani autentici». La celebrazione si è conclusa con la benedizione in forma solenne.