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Un omaggio ad Alessandro Manzoni, ma anche un ritratto identitario di un territorio ricco di storia, tradizioni e simboli. È questo il senso profondo del nuovo murale che sarà inaugurato a Lesa sabato 4 luglio, realizzato da Simona Munaro, specializzata in restauro e decorazione.

Ne abbiamo parlato con la restauratrice che ha guidato l’intervento, Simona Munaro.

Una lunga esperienza tra restauro e decorazione

“Come SM MunaroRestauri ci occupiamo sia di restauro che di decorazione”, racconta. “Recentemente abbiamo restaurato un importante affresco del Quattrocento all’interno della chiesa di Agrate, e prima ancora Palazzo Usellini ad Arona, un edificio del Settecento nel cuore del centro storico. A Borgomanero abbiamo anche restaurato la Madonna Immacolata, una scultura del 1700. Il nostro laboratorio, situato proprio a Borgomanero, lavora su opere di materiali differenti”.

Il lavoro, spiega, è spesso frutto di una rete di collaborazioni: “Abbiamo costruito negli anni un gruppo di colleghe e amiche che collaborano con noi su progetti specifici, anche quando servono competenze altamente qualificate che esulano dalle nostre competenze. È una rete preziosa, basata su fiducia e professionalità”.

Un murale tra storia, identità e dialetto

Il murale dedicato a Manzoni è stato realizzato nella piazzetta di San Bernardino a Lesa, su pannelli ancorati a una parete vicina allo storico circolo della città. Non si tratta di un’opera muraria in senso stretto: “Abbiamo utilizzato una pannellatura intonacata come se fosse un vero muro, e dipinto con colori acrilici. Essendo in centro storico, è stato tutto condiviso con la Soprintendenza, che ha dato il suo benestare” .

Il progetto era nato in occasione dei 150 anni dalla morte di Manzoni. La committenza è arrivata direttamente dal Comune di Lesa: “L’amministrazione, e in particolare il sindaco Luca Bona, ha seguito ogni fase. Hanno lavorato con grande attenzione, coinvolgendomi più volte per modificare dettagli, aggiustare il bozzetto, trovare un equilibrio visivo. Non mi era mai capitato un coinvolgimento così profondo e autentico da parte di un’amministrazione. Si percepiva quanto ci tenessero”.

I simboli del territorio

Oltre alla figura di Manzoni, l’opera racconta il territorio. “Abbiamo inserito le pesche, gli ulivi, l’uva, tutti elementi legati alla tradizione agricola di Lesa e dintorni. In particolare, l’uva era coltivata tra Lesa e Massino, dove si produceva un vino che Manzoni amava molto, il Serbillano“.

Non mancano richiami alla vita sul lago: “In primo piano ci sono le barche dei pescatori e uno scorcio in color seppia di Lesa visto dall’acqua, che riporta indietro nel tempo”.

Un altro dettaglio fondamentale è la mappa degli ombrellai, “riprodotta al centro del dipinto. Si tratta di una mappa storica che copre il territorio da Arona al Mottarone, con scritte in dialetto “Tarusc”. Ogni paese è indicato con il suo soprannome dialettale. Lesa, ad esempio, è chiamata “i Persic”, proprio per la tradizione delle pesche”.

Dimensioni e visibilità

Il murale misura circa 4 metri di lunghezza per 2,5 di altezza, per un totale di circa 8 metri quadrati. “Nelle foto sembra piccolo, ma dal vivo è una presenza importante, soprattutto nel contesto raccolto della piazzetta”.

Conclude Simona Munaro: ” Questa è un’opera che unisce memoria, arte e comunità. È stato un progetto molto sentito, e sono felice di aver contribuito a qualcosa che parla così tanto del legame tra territorio e identità”.

Le notizie dall’Aronese, si possono leggere sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 27 giugno, che si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente qui.

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