Un centro diurno per adolescenti con autismo dai 10 ai 18 anni, integrato in un polo educativo parrocchiale unico. Un unicum sul territorio della diocesi di Novara, ma anche in tutta Italia.
È il cuore del progetto “Agorà 3.0” che coinvolge la parrocchia di San Giuseppe a Novara e l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici Novara Vercelli, sostenuto dai fondi dell’8xmille della Caritas per complessivi 279.180,19 euro.
Nei locali di via Monte San Gabriele, in un’area di 600 metri quadrati, nascerà una realtà in grado di mettere in sinergia oratorio e attività giovanili, servizi per la prima infanzia (asilo e micronido), ambulatorio specialistico 0-10 anni per bimbi con disturbi dello spettro autistico e il nuovo centro diurno. Come in una vera ‘agorà’ antica, uno spazio al servizio dell’intera comunità, dove l’inclusione sarà la linea guida.
«Un luogo – spiega Federico Diotti, project manager della Caritas – che genera relazioni, inclusione e cura. Capace, soprattutto, di accogliere e accompagnare le fragilità. Con attività a favore dell’intera comunità e che consentano ad altri di integrarsi e che sappiano rispondere a bisogni ed emergenze che potrebbero venirsi a creare».
“Agorà 3.0” punta a lasciare un segno stabile: la parrocchia non sarà un luogo in cui le fragilità vengono gestite ai margini, ma una comunità che le riconosce come parte costitutiva della propria vita e le trasforma in occasione di crescita collettiva. Una parrocchia che diventa Casa per tutti. Un progetto che nasce dal basso, frutto di una collaborazione tra la parrocchia e Angsa che esiste già da diversi anni. Dal 2021, quando l’associazione guidata da Priscila Beyersdorf Pasino è approdata a San Giuseppe con “Colibrì”, l’iniziativa che segue i bimbi con autismo più grave (l’ambulatorio già esistente), e ha incontrato il parroco, padre Gianfermo Nicolini.
«Per noi una collaborazione che ci ha arricchito personalmente – ha detto quest’ultimo -. Abbiamo accolto Angsa e i suoi straordinari ragazzi, fornendo locali che da noi erano inutilizzati. Nel tempo l’associazione è cresciuta, con la necessità di nuovi spazi. Così nasce “Agorà 3.0”, nella direzione di una parrocchia che integra dimensione educativa, sociale e pastorale, accompagnando e generando speranza». Un progetto unico in diocesi e in Italia per il contesto in cui si colloca: una zona che diventerà Casa per bambini, ragazzi e famiglie. I giovani potranno trovare qui continuità di relazioni, di spazio, di comunità.
«Abbiamo iniziato a collaborare con la parrocchia in epoca Covid e poi con il progetto Colibrì – commenta Beyersdorf Pasino -. Cercavamo un luogo centrale per le nostre famiglie e San Giuseppe ci ha subito accolti. Abbiamo lavorato con le scuole, l’asilo e il micronido per formare educatori e per la prima diagnosi di autismo. I nostri ragazzi hanno aiutato alla mensa e nella sistemazione dei giochi. Gli anziani della parrocchia hanno creato con loro un rapporto bellissimo, anche attraverso un progetto di formazione in un bar ‘protetto’. E un nostro sogno è proprio dare vita a un nuovo bar qui. Con “Agorà 3.0” vedremo i nostri ragazzi al servizio degli altri e la comunità che ne vede competenze e capacità».
Ci sarà così un polo di accompagnamento educativo e terapeutico per adolescenti dai 10 ai 18 anni, un supporto a famiglie e caregiver e una crescita dell’integrazione tra persone con e senza disabilità nelle attività parrocchiali. Gestore del servizio sarà Angsa con l’Associazione per l’Autismo Enrico Micheli, la parrocchia fornirà gli spazi e l’integrazione con la vita comunitaria.
Nel servizio dedicato ai Fondi dell’8xmille della carità della Diocesi di Novara, in primo piano sul nostro settimanale, a partire da venerdì 27 febbraio, la presentazione di altre due Opere Segno, che riguardano il Verbano e il Borgomanerese, assieme all’elenco completo dei progetti e all’editoriale di don Giorgio Borroni. Il settimanale si può leggere online abbonandosi cliccando qui.
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