Il vicesindaco Ivan De Grandis mantiene il proprio incarico, ma esce politicamente indebolito dal Consiglio comunale. La mozione, emendata dal centrosinistra dopo che il sindaco aveva revocato la delega allo Sport, è stata respinta, ma il voto segreto ha evidenziato una frattura all’interno della maggioranza.
L’esito della votazione parla di 17 voti contrari, 13 favorevoli e un astenuto. Numeri che, considerando la composizione dell’aula, indicano come due consiglieri della maggioranza abbiano votato a favore della mozione e un terzo si sia astenuto, confermando l’esistenza di malumori già emersi nelle ultime settimane.
La proposta, modificata attraverso un emendamento del Partito Democratico, non riguardava più la delega allo Sport – già ritirata dal sindaco Alessandro Canelli lo scorso 22 giugno – ma chiedeva una valutazione politica negativa dell’operato di De Grandis e invitava il primo cittadino a valutare la sua permanenza come vicesindaco e assessore, ritenendo compromesso il rapporto di fiducia con il Consiglio comunale.
«La spaccatura esiste a prescindere da noi», ha commentato il capogruppo di Alleanza Novarese Michele Ragno già promotore di una mozione di sfiducia su De Grandis.
Sulla stessa linea Sara Paladini del Pd: «Evidentemente avevano ragione ad avere paura del voto segreto».
Ancora più duro Mario Iacopino del Movimento 5 Stelle: «Adesso prendano atto della situazione. Così non si può più andare avanti, è il caso di andare al voto dieci mesi prima della scadenza».
Il capogruppo dem Nicola Fonzo sottolinea invece il significato politico del voto. «È un risultato meritato, frutto di un lavoro importante. Dopo lo spostamento delle deleghe non era più sufficiente discutere dello Sport: il problema è l’evidente incapacità amministrativa di Ivan De Grandis e il venir meno del rapporto di fiducia con il Consiglio comunale. Tre consiglieri di maggioranza hanno votato con noi: credo che De Grandis dovrebbe rassegnare le dimissioni e togliere dall’imbarazzo il sindaco e la stessa maggioranza».
Il sindaco Alessandro Canelli preferisce guardare oltre. «Era una mozione politica e strumentale. La maggioranza l’ha respinta, questo è il dato fondamentale. È evidente che qualcuno ha mal di pancia, ma non lo scopriamo oggi. L’opposizione pensava di vincere e invece non ci è riuscita. Adesso voltiamo pagina e torniamo a lavorare: i cittadini ci chiedono di concentrarci sui provvedimenti amministrativi più importanti».