Perché pace non sia solo un concetto che ciascuno plasma secondo il suo desiderio. Perché la pace possa davvero essere un traguardo da perseguire testimoniandolo nello straordinario per calarlo nel quotidiano. È questo il senso di una serie di iniziative che hanno coinvolto e coinvolgeranno il nostro territorio a fronte dei drammatici eventi che ogni giorno provocano lutti e sofferenza, insultando l’essere umano.
Testimonierà l’urgenza di un impegno comune il Battello di Pace che sabato 11 ottobre solcherà, con presidi ed incontri, le acque del Lago Maggiore. Farà lo stesso la Marcia della Pace domenica 5 ottobre che, nello spirito della marcia di Assisi, nel contesto del festival Francescano “Visioni di un futuro possibile”, partirà dal convento del Mesma per giungere al Sacro Monte di Orta. Ha chiesto pace anche la veglia della Comunità di Sant’Egidio a Novara, gesto di preghiera e testimonianza che ha raccolto l’invocazione di tante famiglie per Gaza e per tutte le guerre.
La società civile contro le spese militari
L’editoriale di don Renato Sacco, Consigliere nazionale di Pax Christi
Fili che si intrecciano e vogliono dire come la pace non deve essere un’utopia ma qualche cosa di possibile che diventa tale quando, come ha detto lo storico e giornalista Paolo Mieli a Borgomanero al Festival della Dignità Umana, la si persegue non come resa o umiliazione, ma come riconoscimento del diritto dell’altro.
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