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Di seguito il messaggio del vicario generale in occasione del pellegrinaggio della diocesi a Lourdes, organizzato dall’Oftal di Novara.


Carissimi, che cosa spinge ogni anno migliaia di persone a mettersi in viaggio verso Lourdes? Cosa porta giovani e anziani, malati e volontari, chi arriva per la prima volta e chi ormai conosce ogni angolo del Santuario, a tornare ancora? La risposta probabilmente è diversa per ciascuno. C’è chi parte con una domanda nel cuore, chi con una fatica da affidare, chi con un grazie da dire. Ma in fondo tutti partiamo perché avvertiamo che c’è un incontro che ci attende.

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Tra poco anche noi, come Chiesa novarese, vivremo il pellegrinaggio diocesano della famiglia dell’Oftal a Lourdes. E vorrei raggiungervi con un saluto e qualche pensiero per prepararci a questi giorni che, ne sono certo, lasceranno una traccia nel cuore di ciascuno.

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Il tema pastorale che accompagnerà Lourdes nel 2026 prende avvio dalle parole dell’angelo a Maria: «Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te». Parole che conosciamo bene. Le recitiamo quasi ogni giorno. Eppure a forza di ripeterle rischiamo di non ascoltarle più davvero.

Pensiamoci un momento: la prima cosa che Dio fa entrando nella vita di Maria non è chiedere qualcosa. Non le consegna un elenco di compiti. Le dona anzitutto una certezza: «Il Signore è con te».

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Forse è questa la parola che oggi abbiamo più bisogno di risentire. Viviamo tempi veloci e rumorosi, pieni di connessioni ma spesso poveri di incontri veri. Corriamo continuamente e anche la fede rischia talvolta di diventare solo un fare, un organizzare, senza trovare il tempo per fermarsi. Lourdes invece ci insegna a rallentare. Ci insegna a stare. A sostare davanti alla Grotta. Ad ascoltare il silenzio. A pregare con semplicità. A incontrare tanti fratelli e sorelle per ricordarci che nessuno si salva da solo e nessuno cammina da solo. Lo si vede nelle giornate del pellegrinaggio: nei gesti discreti delle Dame e dei Barellieri, nella generosità dei volontari, nella pazienza di chi accompagna, nei sorrisi donati senza clamore. A Lourdes si scopre una fraternità concreta, quasi disarmante. E ci si accorge che a volte chi sembra arrivare per essere aiutato diventa invece colui che aiuta gli altri.

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Anche Bernadette ci consegna una lezione molto attuale. Non era una ragazza importante agli occhi del mondo, eppure Dio ha guardato proprio lei. In un tempo in cui conta apparire e farsi notare, Lourdes continua a ricordarci che il Signore guarda il cuore.

Porteremo alla Grotta tante intenzioni: quelle delle nostre famiglie, delle nostre comunità, dei malati, delle persone sole, di chi ci ha chiesto una preghiera. Porteremo tutta la nostra Chiesa novarese. E forse, arrivando davanti a quella roccia toccata e baciata da milioni di mani e di preghiere, scopriremo che il dono più grande non sarà soltanto ciò che avremo chiesto, ma ciò che il Signore avrà fatto maturare dentro di noi.

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Carissimi, la Bella Signora e Bernadette ci attendono. Andiamo con gioia e lasciamoci sorprendere ancora una volta da Lourdes, che continua ad essere una vera scuola del “Sì” di Maria. Una scuola dove imparare a fidarsi di Dio, a vivere con più semplicità e fraternità, a dire il nostro “eccomi” nelle piccole cose della vita.

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Maria, che ha creduto alla parola dell’angelo, accompagni il nostro pellegrinaggio e tutta la nostra Chiesa novarese. E ci aiuti a tornare a casa con un cuore rinnovato, capace di portare speranza e pace nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità.

Mons. Fausto Cossalter
Vicario generale
della diocesi di Novara

L’approfondimento, con l’intervista a Patrizia Violetto, presidente dell’Oftal diocesano, il messaggio di mons. Fausto Cossalter, e altri servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 24 luglio. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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