Sabato 29 novembre dalle 9 a mezzogiorno si terrà la cerimonia di apertura dell’anno accademico all’Istituto di Scienze Religiose di Novara (in via Dominioni 49). Alla presenza del vescovo Franco Giulio Brambilla, la lectio magistralis di avvio dell’anno sarà tenuta dal teologo Milanese Marco Vergottini, storico collaboratore del cardinal Carlo Maria Martini e già vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana. Vergottini proporrà una relazione dedicata all’Antropologia teologica di mons. Brambilla. Al termine, la cerimonia di consegna dei diplomi.
«Quella di sabato prossimo sarà la quinta inaugurazione di anno accademico che vivremo nella nuova sede in centro a Novara, dopo il trasferimento dal vecchio Seminario di via Monte san Gabriele – dice il direttore dell’istituto don Flavio Campagnoli -. Sarà un’occasione per ringraziare il vescovo per aver messo a disposizione della scuola questa nuova struttura. E per fargli gli auguri per il 50° di ordinazione presbiterale che cade proprio quest’anno».
La nuova sede si trova nel complesso dell’Accademia Gaudenziana: un polo colturale fortemente voluto dal vescovo, che riunisce l’Archivio Storico, la Biblioteca Gaudenziana e i Musei diocesani, in una sede all’ombra della cattedrale nel pieno del “distretto” accademico novarese: a pochi metri si trovano il Conservatorio Cantelli e la sede novarese dell’Università Avogadro.
I laureati che festeggeranno il diploma sabato prossimo saranno in tutto 13 (tra Scienze religiose e teologia). Oggi l’istituto conta circa 160 studenti, con un totale di 32 insegnanti.
«Il corso di studi di scienze religiose – spiega ancora don Campagnoli – è strutturato come quello delle università, con una laurea di primo livello “triennale” ed una di secondo livello di due anni». Gli insegnamenti vertono su cinque grandi aree: teologia, filosofia, scienze umane, morale e studi biblici.
«Il titolo di studio in scienze religiose consente di accedere all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. Si può fare anche richiesta perché venga riconosciuto dallo Stato italiano e avere così lo stesso valore legale di una laurea».
Accanto agli studenti “ordinari”, molti sono anche coloro che scelgono di seguire – come uditori – alcuni corsi. «È la nostra terza “missione”, accanto a quella della ricerca e dell’insegnamento: quella di divulgare la cultura teologica – sottolinea don Campagnoli -. Molti di questi studenti sono operatori pastorali (abbiamo proposto corsi specifici per catechisti) o semplicemente persone che vogliono approfondire il proprio percorso di fede».
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