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Oltre 700 persone, provenienti anche diversi paesi europei, hanno varcato le porte di Villa Ponti ad Arona per visitare la suggestiva mostra di telefoni antichi e moderni, allestita in occasione del centenario della fondazione della Stipel, la Società Telefonica Interregionale Piemonte e Lombardia, nata il 1° luglio 1925 grazie alla visione e all’ingegno di Gian Giacomo Ponti, illustre aronese e protagonista della storia delle telecomunicazioni italiane.

L’esposizione, che ha ripercorso la storia del telefono attraverso oltre settanta apparecchi appartenenti alla collezione di Vittorio Perazzoli, ha offerto un affascinante viaggio nel tempo: dalla fine dell’Ottocento fino all’era digitale. I visitatori hanno potuto osservare come la tecnologia abbia trasformato non solo gli strumenti, ma anche il modo di comunicare e di vivere delle persone.

Ad aprire le celebrazioni del centenario è stato un convegno dedicato alla storia della telefonia e alle figure di Gian Giacomo Ponti e Innocenzo Manzetti, due pionieri dell’innovazione che, con il loro genio, hanno contribuito a scrivere pagine fondamentali nella storia delle comunicazioni.

Alcuni dei telefoni in esposizione – Foto Franco Filipetto

Gian Giacomo Ponti

Ponti, nato ad Arona il 28 dicembre 1878, si laureò in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano nel 1903. Maturò le prime esperienze negli Stati Uniti, alla General Electric Company, dove lavorò accanto al grande Thomas Alva Edison. Tornato in Italia, nel 1908 contribuì alla nascita dell’Azienda elettrica municipale di Torino. Grazie al suo impegno, la città fu la prima in Europa ad avere una rete di illuminazione pubblica alimentata dall’energia elettrica. Nel 1925, da presidente della Stipel, ideò e rese possibile il grande collegamento telefonico Torino–Milano–Laghi, tramite un cavo sotterraneo che prese il suo nome: il Cavo Ponti.

Innocenzo Manzetti

A completare il racconto, la figura di Innocenzo Manzetti, inventore valdostano nato ad Aosta nel 1826, considerato da molti il vero precursore del telefono. A lui i divulgatori Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti hanno dedicato oltre trent’anni di studi e numerose pubblicazioni. Hanno dimostrato come già nel 1865 Manzetti avesse ideato un sistema per la trasmissione della voce a distanza. Aveva anticipato di anni le invenzioni di Meucci e Bell. Non poteva mancare l’intervento dell’ingegner Mario Levi, che ha illustrato i cambiamenti epocali della telefonia in 100 anni di storia. La mostra e il convegno hanno offerto un’occasione per celebrare un importante traguardo tecnologico e storico. Altresì anche un momento di memoria e valorizzazione del genio italiano, che da Arona ha contribuito a connettere il mondo.

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