Una solitudine che attraversa ogni età, professione, stato sociale. Solitudine che non è solo il non avere nessuno vcino, ma soprattutto non avere qualcuno a cui confidarsi quando l’emozione è forte. O avere qualcuno accanto che però non è in grado di ascoltare, di stare semplicemente in ascolto di quella difficoltà.
È quanto emerge dalle telefonate che i 30 volontari del Telefono Amico di Novara ricevono ogni giorno dell’anno, 24 ore su 24, al numero 0299777. Annualmente il servizio, nato nel 1984 per volontà dello psicologo Luciano Viana, allora direttore del Consultorio Familiare Comoli, riceve 9mila chiamate.
«Questo il dato del 2024 – commenta la nuova presidente Marina Bettaglio – I numeri del 2025 sono in fase di elaborazione, ma direi stabili».
Una crescita c’è se si guarda solo al 2023, quando le telefonate erano state 6mila per 2.100 ore di ascolto. «Oggi le ore di ascolto toccano quota 2.300», riprende Bettaglio.
C’è anche un contatto digitale: 450 mail e oltre 300 chat sul portale, strumento utilizzato soprattutto dai giovani che hanno ormai abbandonato il telefono. L’associazione è attiva sui social con 165 post su Facebook e 400 su Instagram che raccolgono tra le 6 e le 7mila visualizzazioni settimanali.
Obiettivo del Telefono Amico: l’ascolto, il sostegno a persone che vivono difficoltà emotive, finanziarie, psicologiche. 42 anni fa nacque proprio per rispondere alle numerose richieste di aiuto e conforto.
«Non c’è un identikit di chi ci chiama – spiega Bettaglio – Non una fascia d’età, non una professione, non una situazione familiare particolare. C’è l’emergenza emotiva di quel momento». Chi chiama vive un’emozione e non sa con chi condividerla. «O teme un giudizio o di preoccupare chi ha vicino. O non trova qualcuno che ascolti senza intervenire. Decide così di parlare delle sue paure con qualcuno che non conosce».
Una caratteristica fondamentale del Telefono Amico, infatti, è l’anonimato assoluto, per chi chiama e per i volontari. «Il nostro ascolto …
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