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Dopo mesi di tensioni, crisi interne e accuse reciproche, la giunta di Federico Binatti è ufficialmente caduta. A far saltare il banco sono state le dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali, alcuni dei quali provenienti proprio dalla sua stessa maggioranza.

Quello che da settimane era un equilibrio precario si è trasformato in una rottura definitiva. Con l’uscita dalla maggioranza della consigliera Michela Cigolini e il passaggio al gruppo misto, i numeri si erano già assottigliati: da 17 consiglieri totali, solo otto erano rimasti a sostegno del primo cittadino. Il resto — sei consiglieri d’opposizione e tre fuoriusciti dalla maggioranza — ha deciso di chiudere formalmente la consiliatura, aprendo la strada al commissariamento.

La crisi politica e i retroscena interni

Le avvisaglie della crisi erano emerse già in febbraio, quando Binatti era riuscito a superare una prima spaccatura con un complicato equilibrio in giunta. Ma le tensioni non si sono mai ricomposte. Le fratture interne a Fratelli d’Italia, partito di riferimento del sindaco, si sono allargate fino a diventare insanabili: a Trecate, dove il partito conta solo undici iscritti, due fazioni si contendono la guida cittadina. Da un lato il vicesindaco Rossano Canetta, dall’altro il presidente del Consiglio comunale Giorgio Ingold, sostenuto da Binatti e dall’assessore Rosa Criscuolo.

Proprio il sostegno del sindaco a Ingold avrebbe convinto Cigolini, politicamente vicina a Canetta, a sfilarsi dalla maggioranza, rompendo il già fragile equilibrio. A quel punto, per l’opposizione si è aperto uno spiraglio politico che si è concretizzato questa mattina con le dimissioni in blocco di nove consiglieri: oltre ai sei già in minoranza (Marco e Anna Uboldi, Sansottera, Sacco, Cazzadore, Capoccia), hanno firmato anche Manzini, Bricco e la stessa Cigolini.

Il comunicato dei consiglieri: “Una gestione distante dalla città”

«Dopo anni di promesse non mantenute, divisioni interne e una gestione sempre più distante dai bisogni dei cittadini, la giunta Binatti è arrivata al capolinea»: così inizia il comunicato con cui gli ex consiglieri motivano la loro decisione. Un atto politico forte, che segna la fine anticipata dell’amministrazione e l’avvio di una nuova fase per la città.

Nel testo si parla esplicitamente di una maggioranza “nata per logiche di partito” e si rilancia la necessità di «costruire un’alternativa seria e partecipata», in vista delle prossime elezioni.

Le dichiarazioni: accuse, bilanci e prospettive

Le parole dei singoli consiglieri mettono in fila responsabilità, bilanci negativi e proposte per il futuro. Marco Uboldi, capogruppo del Partito Democratico, non risparmia critiche: «La fine dell’amministrazione era inevitabile. Non ci venga a dire che il commissariamento è colpa nostra: è l’epilogo di una resa dei conti interna alla destra. Già ai tempi della giunta Zanotti, Binatti era parte del problema. Non basta vincere, bisogna saper governare».

Filippo Sansottera attacca l’operato dell’amministrazione su sicurezza, commercio e viabilità: «Solo immobilismo e slogan. I trecatesi hanno buona memoria: vedremo se chi ha sostenuto Binatti avrà il coraggio di ricandidarsi».

Duro anche il giudizio di Raffaele Sacco (Trecate Domani): «Binatti era un ex sindaco da mesi, occupato più a difendere il proprio ruolo che a lavorare per la città. Ora serve un progetto serio, aperto, con servizi migliori e più attenzione a cultura, giovani e sociale».

Le consigliere Cazzadore e Anna Uboldi parlano invece di una giunta sorda e distante: «Abbiamo fatto proposte, portato progetti, ma la maggioranza era concentrata sulle sue lotte interne. Ora serve responsabilità».

Un epilogo che pesa anche sulla Provincia

La caduta del sindaco avrà ripercussioni anche a livello più ampio: Federico Binatti è presidente della Provincia di Novara e, con la perdita della carica comunale, decade automaticamente anche da quel ruolo. Un effetto domino che rischia di scombinare i già delicati equilibri del centrodestra provinciale.

Negli ultimi tempi, inoltre, i rapporti tra Binatti e Gaetano Nastri — figura centrale di Fratelli d’Italia a Novara — si erano decisamente raffreddati. Alla base ci sarebbe il progressivo spostamento del sindaco verso Marina Chiarelli, assessore regionale ed esponente di Fratelli d’Italia, inizialmente spinta proprio da Nastri ma oggi apertamente in rotta con il suo ex sponsor politico. Nel tentativo di rafforzarsi all’interno del partito, Chiarelli si sarebbe avvicinata al presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino cercando anche l’appoggio di Binatti. Una manovra trasversale che ha finito per isolare ulteriormente il sindaco all’interno del suo stesso mondo politico.

Sul fronte ufficiale, lo stesso Nastri e il coordinatore provinciale Angelo Tredanari avevano ammesso nei giorni scorsi di non aver ricevuto risposte convincenti dal sindaco, limitandosi a riferire che “stava cercando una soluzione”. Ma ormai il tempo è scaduto.

La città verso il commissariamento

Con le dimissioni ufficiali, il Consiglio comunale si scioglie e si apre la fase commissariale, che traghetterà Trecate verso le prossime elezioni.

Le opposizioni si stanno già muovendo per costruire un’alternativa. Lo stesso dovrà fare il centrodestra locale. La fine dell’era Binatti, iniziata nel 2016 e riconfermata nel 2021, si chiude infatti nel segno delle divisioni interne e sarà un obbligo ripensare uomini, strategie e soprattutto riconquistare una credibilità danneggiata da un contesto litigioso e da anni in cui le mosse di Binatti, tra dimissioni e licenziamenti improvvisi (ultimo della lista quello dell’assessore forzista Giovanni Varone) hanno logorato tutti gli equilibri interni al centrodestra.

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