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Carissime e carissimi docenti, carissimi dirigenti scolastici, care famiglie, carissime ragazze e carissimi ragazzi, un nuovo anno scolastico ricomincia. Prima ancora dei programmi, delle riunioni, degli impegni e delle tante cose da organizzare, vorrei fermarmi un istante per dirvi semplicemente: grazie.

Grazie a voi insegnanti, che ogni mattina entrate in classe portando non soltanto competenze e conoscenze, ma anche il vostro volto, la vostra pazienza, le vostre preoccupazioni, i vostri sogni. Grazie perché, spesso senza saperlo, diventate per i ragazzi punti di riferimento, parole che restano, persone capaci di lasciare un segno.

Un pensiero particolare va agli insegnanti di Religione Cattolica: il vostro compito è prezioso perché, dentro la scuola, custodite uno spazio nel quale è possibile fermarsi, interrogarsi sul senso delle cose, dare un nome alle domande profonde che abitano il cuore di ogni persona.

Non abbiate paura delle domande dei vostri ragazzi: spesso sono proprio le domande a spalancare le porte della speranza.
Grazie ai dirigenti scolastici, chiamati ogni giorno a tenere insieme persone, responsabilità, difficoltà e speranze.
Grazie alle famiglie, che affidano alla scuola ciò che hanno di più prezioso: i propri figli.

E a voi, ragazze e ragazzi, vorrei dire una cosa semplice: non abbiate paura di diventare grandi. Non abbiate paura dei vostri sogni, delle vostre domande, nemmeno dei vostri errori. Non pensate di dover avere già tutte le risposte: la vita è un cammino e nessuno la percorre da solo. Abbiate il coraggio di cercare, di chiedere aiuto, di rialzarvi quando cadete e di credere che dentro di voi ci sono molto più bene e molte più possibilità di quanto talvolta riuscite a vedere.

San Giovanni Bosco diceva che «L’educazione è cosa del cuore». E oggi ne abbiamo bisogno più che mai: di una scuola che sappia educare il cuore, oltre che la mente; che sappia ascoltare prima di giudicare, incoraggiare prima di correggere, accompagnare prima di pretendere. Non ci nascondiamo le fatiche che ci attendono.

Ci saranno giorni pesanti, incomprensioni, stanchezza e domande alle quali non sarà facile trovare una risposta.
Ma nessuna fatica è inutile quando nasce dal desiderio di prenderci cura di qualcuno.

Il Vangelo ci consegna una parola che vorrei affidare a tutti noi: «Non abbiate paura». È una parola semplice, ma potentissima. Perché la speranza cristiana non promette una vita senza difficoltà: promette una presenza che ci accompagna dentro le difficoltà.

Come Ufficio scuola della diocesi di Novara desideriamo esserci: non soltanto per proporre iniziative o accompagnare l’IRC e la pastorale scolastica, ma per camminare con voi, ascoltare, condividere fatiche e custodire insieme la bellezza dell’educare.
Vorrei che quest’anno partissimo da una convinzione: ogni persona che incontreremo a scuola è più grande delle sue difficoltà, dei suoi voti, dei suoi errori e delle sue fragilità.

Affidiamo al Signore questo nuovo anno e tutte le persone che lo abiteranno. Chiediamogli occhi capaci di riconoscere il bene, parole capaci di rialzare chi è caduto e mani capaci di accompagnare chi ha paura.

E chiediamogli soprattutto di conservare in noi la speranza: la speranza che ogni ragazzo possa trovare la propria strada; la speranza che ogni insegnante possa sentirsi sostenuto e mai solo; la speranza che ogni famiglia possa trovare nella scuola un’alleata; la speranza che, attraverso il nostro piccolo lavoro quotidiano, possiamo contribuire a costruire un mondo più giusto, più umano, più fraterno. Buon anno scolastico a tutti e a ciascuno.

Partiamo insieme, con il cuore aperto, con fiducia e con lo sguardo rivolto al futuro. E, soprattutto, non perdiamo mai la speranza: perché ogni giorno, nella nostra scuola, può ricominciare qualcosa di bello.
Con affetto e con la mia sincera vicinanza.

Paolo Usellini,
direttore dell’Ufficio scuola della diocesi di Novara

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