«Don Bartolo è stato per tutta la vita un umile e modesto servitore. è l’elogio più grande che possiamo fare di lui. Solo ultimamente ha ricoperto il ruolo di direttore della Stampa Diocesana Novarese, mentre per anni ha lavorato dietro le quinte. Don Bartolo era borgomanerese fin dal nome del patrono della città, “Bartolomeo”, in lui tramutato in Bartolo». Sono parole di mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monferrato, ai funerali di don Bartolo Fornara, presieduti dal vescovo diocesano Renato Corti, nella gremita collegiata di Borgomanero, giovedì 11 agosto 2005, con la presenza di delegazioni di vari Settimanali di altre diocesi.
Sono passati 20 anni, ma è ancora vivo il ricordo di don Bartolo, particolarmente nella “grande famiglia della Stampa Diocesana Novarese” come amava chiamare i Settimanali Diocesani, dei quali era diventato direttore responsabile dal 2001 alla morte.
Una grande famiglia nella quale, da giovane prete, era entrato come redattore capo de “L’Informatore di Borgomanero”, poi nel 1982 come amministratore delegato della neonata SDN-Stampa Diocesana Novarese. In questa veste, molto si occupò dell’espansione diffusionale dei Settimanali. Un lavoro condiviso con passione ed entusiasmo con l’allora direttore don Giuseppe Cacciami e con don Germano Zaccheo, condirettore. Un trio che ha profondamente segnato il cammino della Chiesa diocesana nel settore della comunicazione sociale, intendendo il Settimanale Diocesano come giornale del territorio, giornale della gente, non solo di informazione ecclesiale, ma giornale ecclesiale di informazione, a tutto raggio, ma dalla angolatura ben precisa della dottrina sociale della Chiesa.
Prete-giornalista
Don Bartolo Fornara è morto nelle prime ore di martedì 9 agosto 2005 all’ospedale di Borgomanero, dove era stato ricoverato in seguito all’improvviso malore che lo aveva colpito la mattina di lunedì 8.
Nato a Borgomanero il 3 novembre 1933, era stato ordinato sacerdote nel 1957 e subito chiamato nei seminari diocesani come docente di matematica, svolgendo contemporaneamente il ministero di coadiutore a Bellinzago. Nel 1968 gli era stata affidata la parrocchia di Malesco, in valle Vigezzo, dove era rimasto come parroco per tre anni.
Nel 1971 venne chiamato dal vescovo mons. Cambiaghi a lavorare all’amministrazione dei Settimanali Diocesani. Risiedendo a Borgomanero, fu a lungo insegnante di religione nelle scuole superiori, offrendo anche un valido aiuto pastorale alle parrocchie della zona.
Un solo giornale, una decina di edizioni
I Giornali Diocesani li ha avuti nel cuore per decenni: partito come redattore capo de “L’informatore di Borgomanero” nel 2001 è arrivato al ruolo di direttore responsabile della Stampa Diocesana Novarese, subentrando a don Cacciami che si era dimesso per motivi di salute. Tappa importante fu il 1982 quando don Bartolo, nel ruolo di amministratore delegato dei Settimanali Diocesani, creò la “SDN Stampa diocesana novarese srl”, una editrice che aveva accorpato le diverse testate dei Settimanali Cattolici presenti sul territorio diocesano, riuscendo in una impresa mai sperimentata in Italia: un unico settimanale diocesano con una decina di edizioni (una per ogni zona della vasta diocesi) e una sola direzione – amministrazione.
Oltre all’impegno giornalistico, vissuto con l’obiettivo di realizzare un giornale autenticamente popolare, capace di interpretare la gente del territorio, aveva anche una sorprendente sensibilità verso diverse forme di cultura come la poesia, la narrativa, il teatro, il cinema.
Borgomanerese vero, a servizio della gente
«Don Bartolo aveva un cuore generoso, semplice, sensibile eppure tenace nelle proprie convinzioni, al punto da non mancare anche l’asprezza di fronte a talune divergenze; – si legge nell’articolo a firma “La Redazione” di 20 anni fa – eppure, questo ne faceva rilevare l’altra grande virtù: la differenza di opinioni, passata l’immediatezza del confronto, non era di minimo ostacolo a relazioni umane improntate ad un grande rispetto per le persone».
«Prete di sagace intelligenza con quel suo sorriso un po’ sornione, fino alla fine ha amato la sua terra, la sua gente, i suoi giornali – è questa una testimonianza dalle pagine de “L’informatore di Borgomanero” datata agosto 2005 – un uomo e un sacerdote dalla forte tempra, dal carattere deciso.
Da vero borgomanerese sapeva coniugare lo spirito allegro al senso pratico della vita, coinvolgendo le persone che lo circondavano. Un uomo dalla cultura profonda, conoscitore della sua terra e del suo dialetto, sacerdote al servizio della gente».
Lo ricordiamo così, sacerdote a servizio della gente, con particolare attenzione alla comunicazione sociale, un settore molto cambiato negli ultimi 20 anni, in continua rapida evoluzione, che richiede una costante, particolare attenzione da parte della comunità ecclesiale.
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