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Cinquanta ragazzi, tanto normodotati quanto con fragilità, in una sfilata inclusiva ispirata alla storia di Peter Pan. E con loro, in passerella, anche autorità, poliziotti e carabinieri.

È solo parte di quanto accadrà a Novara, sabato 14 giugno, dalle 21 alle 23.30, in una serata che sarà ospitata nel cortile del Broletto e che rappresenta la conclusione di un anno di laboratori inclusivi promossi dalle associazioni “Sbulloniamo Insieme” e “Concentrici”.

Titolo dell’evento, che – come gli altri anni – promette il pienone – “L’isola che c’è”, uno spettacolo con una sua storia e con la presenza al suo interno di due sfilate.

La presentazione in Comune con tutti gli attori coinvolti. Molto ampia la rete creata negli anni dalle due associazioni.

Si va da Polizia e Carabinieri a Croce Rossa, 118, Polizia Locale, Protezione Civile, Novara Soccorso, Iper3. Sino al patrocinio di Centro servizi per il territorio, Asl, ospedale, Comune, Provincia e Ordine delle Professioni Infermieristiche.

Quest’anno si è aggiunta la collaborazione di Filos Formazione, dove sono stati realizzati gli abiti e gli accessori per l’evento. E dove hanno lavorato a stretto contatto ragazzi con disabilità di “Concentrici” e gli studenti della scuola diretta da Milena Dura (in conferenza le docenti Chiara Lavacchielli e Anna Borrelli).

«Obiettivo della serata – spiegano Michela Agnesina, presidente di “Sbulloniamo” e Lina Letizia per “Concentrici” – promuovere inclusione, accoglienza, rispetto e integrazione con una sfilata dove ogni persona sarà libera di esprimersi senza paura di giudizi o discriminazioni».

A entrare nel dettaglio di quanto si vivrà il 14, Letizia: «Lo spettacolo è una storia scritta da Caterina De Giorgi e con i suggerimenti dei nostri volontari. Partendo – commenta – dalla vicenda di Peter Pan e dall’isola che non c’è, una sorta di comfort-zone per i ragazzi con disabilità, si giunge sull’isola che c’è, uno spazio dove esiste l’inclusione e dove tutti trovano il loro modo di essere senza paure. Dal mondo dei sogni a uno fatto di ascolto, accoglienza, legami e collaborazioni».

I ragazzi, per superare l’isola che non c’è, sfileranno con costumi ispirati alla storia del personaggio creato da Barrie e con altri abiti. E lo faranno con le autorità. «Questo per farli sentire, come davvero sono: parte della comunità» …

Articolo completo e altri servizi provenienti dalla Diocesi di Novara si possono trovare sul nostro settimanale in edicola a partire da venerdì 6 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi o acquistando il numero che interessa cliccando direttamente sopra a qui.

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