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Duecentocinquantotto famiglie con la presenza complessiva di 200 minori transitate solo lo scorso anno e poi una cinquantina di volontari che portano avanti tutti i servizi d’aiuto.

Sono alcuni dei numeri del Centro d’Ascolto Caritas di Arona, con il quale proseguiamo il nostro viaggio lungo i 54 analoghi Centri presenti sul territorio della Diocesi di Novara.

Strutture che accolgono e offrono aiuto a chi sta vivendo situazioni di fragilità. Dopo una realtà del capoluogo e un’altra del Verbano Cusio Ossola, ora un Centro d’ascolto della media provincia di Novara.

Una struttura che sin dalla sua nascita è situata nei locali dell’Opera Molinari, in via Gian Giacomo Ponti 10. Una realtà, quest’ultima, con una storia di solidarietà significativa. È nata, infatti, negli anni Venti per disposizione testamentaria dei benefattori Carlo e Luigi Molinari che legano un lascito alla costruzione di un immobile da destinarsi a orfanotrofio per i ragazzi bisognosi.

Negli anni ‘90, poi, diventa centro di accoglienza e assistenza per le persone in situazione di disagio.

«Mi trovo ad Arona da quattro anni – spiega don Roberto Salsa, collaboratore della parrocchia e sacerdote da sempre accanto ai fragili anche nei suoi 44 anni di parroco nel Vco – E il Centro d’ascolto della Caritas conferma la sua attenzione e la cura che ha nei confronti dei più deboli. Un impegno piuttosto articolato e che si suddivide in più servizi e che si realizza grazie a un buon numero di volontari e all’aiuto che giunge dall’8×1000. La presenza del Centro d’ascolto in una città come Arona è fondamentale. Recentemente – prosegue – stiamo partecipando a un tavolo aperto dal Comune sui temi dell’accoglienza e sul come approfondire i nuovi bisogni che emergono».

Sono tanti, infatti, gli argomenti da monitorare per quel che riguarda le fragilità, dalla scuola alla mancanza di una casa alle difficoltà nel pagare le utenze domestiche sino a quelle di trovare un lavoro.

E il Centro d’Ascolto aronese si occupa anche di impiego, mettendo a disposizione uno sportello lavoro. Oltre alla distribuzione di alimenti e di abiti. E poi «il sabato mattina anche un servizio psicologico, oltre – in altre giornate – al consueto servizio d’ascolto dei bisogni».

A entrare nel dettaglio di quanto viene offerto al Centro è una delle volontarie, Annamaria Rollini (coordinatrice è Ivana Vivarelli).

«Nei locali che ospitavano le orfanelle e che negli anni sono diventati una casa di carità – spiega – forniamo ascolto alle persone e alle loro necessità, offrendo anche un supporto economico per il pagamento delle bollette e degli affitti».

Non solo. «Abbiamo anche il servizio di distribuzione degli alimenti con il recupero dell’invenduto. Disponiamo anche di uno sportello lavoro rivolto tanto a italiani quanto a stranieri». Vengono offerti lavori di collaborazione domestica, badante per assistenza anziani e talora per baby sitter.

Un’assistenza che non si ferma qui, ma che arriva anche alla raccolta e alla distribuzione di indumenti «mobili e oggetti vari, che ovviamente consegniamo a chi ne necessita».

E poi un servizio e lavanderia, che si rivolge in particolare ai senzatetto, a chi non ha una casa. E che offre la possibilità di effettuare settimanalmente un’igiene personale completa e un cambio pulito a chi è sprovvisto dei mezzi necessari per farlo autonomamente.

«Abbiamo anche un punto d’ascolto salute, per dare informazioni e per aiutare nell’acquisto di farmaci e nel pagamento dei ticket sanitari».

Non meno importante è l’attività dei mercatini solidali, con cui si raccolgono fondi per il Centro legato alla Caritas. Come anche un progetto ragazzi, che guarda agli aspetti della salute, dello studio e di attività culturali e ricreative per i più giovani.

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