Il colore che domina, varcando la soglia – è il giallo del girasole – un fiore che volge sempre verso la luce. Quella luce che hanno ritrovato quattro donne vittime di violenza, ora impiegate alla lavanderia “LavaLes”, aperta da lunedì in via Alcarotti 1 A dalla cooperativa Liberazione e Speranza, a Novara.
Un luogo dove hanno un lavoro, un’occasione di riscatto e un punto di sostegno concreto. Da venticinque anni la cooperativa, ora guidata da Elia Impaloni, è impegnata nel contrasto alla tratta a scopo di sfruttamento sessuale e alle violenze domestiche.
“LavaLes” è l’ultimo tassello di un percorso avviato mesi fa: per le donne sono stati costruiti percorsi di formazione in lavanderia, sartoria, stireria ed educazione finanziaria. Alcune di loro, dopo il tirocinio, sono ora dietro al bancone e alle lavatrici del negozio (foto Alessandro Visconti).
«Abbiamo iniziato con quattro giovani donne – spiega Impaloni – Stiamo valutando l’inserimento di una
quinta ragazza e quindi una possibilità di crescita. Le ore che svolgono a “LavaLes” sono pensate in base ai loro impegni familiari, così da far conciliare i tempi del lavoro con quelli della famiglia e dei bambini».
Il corso ha permesso a un’altra donna vittima di violenza di essere assunta in un’altra lavanderia, consentendo anche a lei di ottenere una sua autonomia.
Il servizio è una scommessa vinta da parte della cooperativa. Per le donne sono stati dapprima avviati i percorsi di formazione professionalizzanti. Quindi, dopo l’acquisto e l’inserimento degli arredi e dei …
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