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Cordoglio nel mondo dello sport e della solidarietà novarese per la scomparsa di Giuliano Koten, paralimpico e a lungo presidente dell’ASH (Associazione Sportiva Handicappati Novara).

Classe 1941, nato a Fiume, giunse a Novara nell’immediato dopo guerra con la famiglia.

Nel 1950 fu accolto, come tanti altri esuli, all’ex caserma Perrone, dove rimase per otto anni.

Nell’estate del 1965 rimase vittima di un infortunio sul lavoro, che lo costrinse sulla sedia a rotelle.

Ma Koten non è mai stato tipo da arrendersi. E, così, dopo l’incidente decise di impegnarsi nello sport e nella solidarietà. Dapprima all’Associazione sportiva handicappati, successivamente al “Timone”, di cui è stato anche presidente.

Molti i riconoscimenti per questo suo duplice impegno, tanto dal Comitato Olimpico Internazionale quanto dal Coni. Nel 1988 gli è stato conferito il Sigillum Communitatis Novariae, diventando Novarese dell’Anno. Con lui altri due grandi nomi novaresi, quali don Aldo Mercoli e Marcella Balconi.

Per lui anche il riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce. Innumerevoli poi le medaglie che ha conquistato nelle competizioni a cui ha preso parte nelle diverse discipline sportive.

Una vita anche da raccontare, come ha fatto il giornalista Renato Ambiel, in un volume dal titolo “Giuliano Koten che visse tre volte”. Un testo in cui si ripercorrono davvero tre vite, quella da esodo, quella dei primi anni trascorsi in città a Novara prima dell’infortunio sul lavoro e quella successiva. Un libro che vede anche un’intervista di un altro collega, il giornalista Rai Carlo Casoli.

Di recente aveva acceso il braciere in piazza Castello, a Torino, per le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Il sindaco Alessandro Canelli: “Oggi Novara perde un grande uomo e personalmente perdo un grande amico. Giuliano è stato tante cose: un grande atleta paralimpico, un “Novarese dell’anno”, un amministratore, un volontario che ha dedicato gran parte della sua vita alla nostra comunità di cui in questi anni era diventato un forte pilastro. Ma è stato soprattutto un uomo che ha trasformato una prova durissima della vita in una straordinaria missione al servizio degli altri. Dopo l’incidente sul lavoro che lo obbligò su una sedia a rotelle, scelse la forza e la determinazione della rinascita attraverso lo sport, diventando un simbolo del movimento paralimpico italiano e partecipando a numerose Paralimpiadi in diverse discipline”.

Ma soprattutto, ricorda ancora il sindaco, “scelse di aiutare gli altri. Per decenni è stato un pilastro dell’impegno sociale nella nostra città: prima con l’Associazione Sportiva Handicappati di Novara e poi con l’associazione “Il Timone”, dove ha dedicato energie, passione e cuore alle persone con disabilità e alle loro famiglie. È stata una grande fortuna per me incontrare Giuliano, conoscerlo bene e potergli voler bene. Giuliano aveva una forza rara, una determinazione straordinaria e un’umanità profonda. Era uno di quegli uomini che non si limitano a parlare di valori: li incarnano ogni giorno, con l’esempio. Un “gigante” della nostra comunità”.

Tra i primi a ricordarlo sui social e non solo, l’assessore allo Sport e vicesindaco, Ivan De Grandis: “Solo poco tempo fa avevo avuto l’onore di premiarlo con il Collare d’Oro al Merito Sportivo durante l’assemblea regionale del Panathlon. Un momento che porterò sempre con me. Giuliano nella sua vita si è distinto non solo come atleta, ma soprattutto come uomo, affrontando con coraggio e dignità le difficoltà che la vita gli aveva posto davanti”. La sua storia, aggiunge, “è una preziosa testimonianza di determinazione, coraggio e amore per la vita, valori che resteranno un esempio per tutti”.

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Novara sulla sua pagina Facebook così lo ricorda: “La sua vita, segnata dall’esodo e dalla rinascita attraverso lo sport, resterà esempio di coraggio, impegno civile e dedizione alla comunità. In questo momento di dolore ricordiamo con affetto anche il fratello Maurizio, che gli è stato accanto con amore e dedizione per tutta la vita”.

Lascia il fratello Maurizio con Cristina e i nipoti Silvia e Marco. I funerali si terranno mercoledì 18 marzo, alle 14.30, al Convento di San Nazzaro alla Costa.

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