«Ho visto bambini abusati e ragazze vendute. Ma ho anche visto la speranza rinascere». Suor Giustina Zanato, salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice, classe 1949 – più della metà della sua vita in missione tra Brasile e Mozambico – ha portato la sua testimonianza alla parrocchia del Sacro Cuore, a Novara.
Un incontro in preparazione alla Pasqua e al dono della Vita nuova. Un secondo appuntamento sarà il 24 marzo, alle 21, con don Tommaso Groppetti, parroco della parrocchia dell’ospedale, ed Elvira Catania, direttrice dell’Hospice e Cure Palliative.
Suor Giustina ha raccontato di un fiume che scorre per migliaia di chilometri, con curve e isole e comunità raggiungibili a volte solo in barca, dove il tempo si misura in giorni di navigazione e non in ore di autostrada. È lì, nell’Amazzonia brasiliana, che la salesiana ha trascorso 33 anni della sua vita (altri 10 in Mozambico).
La religiosa ha raccontato un’esistenza vissuta tra bimbi salvati, dolori taciuti e una speranza ostinata che non si lascia consumare, «che vive sempre».
Suor Giustina ha esordito raccontando alcune tappe della sua vita, a partire dall’incontro con Madre Teresa di Calcutta, quando – nel 1980 – venne a Novara. «Mi chiese: ‘Cos’hai fatto per i poveri?”. Eravamo al palazzetto e io, giovane suora, ho visto i ragazzi togliersi braccialetti e collanine per donarle a Madre Teresa per i suoi poveri».
Ha poi parlato di bambine lasciate vicino alla sede delle suore, ma poi – fortunatamente – adottate, come Thais Auxiliadora, nata prematura, lasciata su un marciapiede e diventata poliziotta federale.
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