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Il nuovo ospedale di Novara compie il passaggio che per anni era rimasto sospeso tra annunci e attese: la firma del contratto di partenariato pubblico-privato (PPP) per progettazione, costruzione e gestione. Un momento, definito a più voci «storico», avvenuto nel pomeriggio di oggi, 30 aprile, in Comune a Novara, che segna l’ingresso dell’opera nella fase operativa e la trasforma da progetto in impegno giuridicamente vincolante.

Il ruolo del commissario e la svolta

L’incontro molto affollato e accompagnato dalla presenza di autorità, esponenti politici, amministratori locali e regionali, è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente alla città Marco Corsini, il commissario straordinario chiamato a guidare la fase decisiva della futura Città della Salute di Novara.

La sua nomina è uno degli elementi centrali della svolta e la ragione per cui si è arrivati a un atto concreto in vista dell’apertura del cantiere: concentrando nelle sue mani responsabilità e poteri decisionali, Corsini può semplificare i passaggi amministrativi e, in casi motivati, derogare a parte delle regole ordinarie degli appalti.

A spiegare le ragioni di questa scelta è stato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha collocato la nomina dentro una fase eccezionale per tutte le grandi opere. La procedura del nuovo ospedale, impostata attraverso un partenariato pubblico-privato, si è infatti trovata a fare i conti con il Covid, la guerra in Ucraina, il rincaro delle materie prime e l’aumento dei costi energetici. «Situazioni contingenti straordinarie necessitano soluzioni straordinarie», ha detto Cirio, chiarendo che la gestione ordinaria non era più sufficiente per governare una procedura di questa complessità.

Dentro questo quadro si inserisce la notizia centrale della giornata: la firma del contratto per il nuovo ospedale di Novara, definita da Cirio un «passaggio storico» per la città e per una parte importante del Piemonte. «Il nuovo ospedale non è più il sogno nel cassetto, la promessa elettorale o la presa in giro di un territorio, ma un impegno che viene mantenuto».

Corsini, Cirio e Canelli
Corsini, Cirio e Canelli

Dalla firma all’apertura del cantiere

Su questo punto si è innestato anche l’intervento del sindaco Alessandro Canelli, che ha descritto l’iter come una lunga «via crucis burocratica» arrivata finalmente a un punto di svolta. «Firmare il contratto – ha spiegato – significa assumersi un impegno». Per questo, secondo il sindaco, si può parlare di «una svolta vera, non a parole».

Corsini, intervenendo dopo il sindaco, ha riportato il ragionamento sul piano tecnico. Il commissario ha chiarito che il suo intervento «non taglia i tempi, ma accelera le decisioni».

Nel caso di Novara, l’accelerazione è stata possibile anche perché la struttura tecnica aveva già lavorato a lungo sul progetto. «Ho trovato una struttura competente, motivata e una direzione generale collaborativa al massimo», ha detto Corsini, sottolineando inoltre il rapporto positivo con l’impresa. «Per me l’appalto è sempre stato un contratto collaborativo».

Nella parte conclusiva, Corsini ha messo in fila le tappe che separano la firma dall’apertura del cantiere: verifiche ambientali, conferenza dei servizi, progetto esecutivo, validazione e consegna dei lavori.

Il passaggio ambientale resta uno dei punti più delicati. Se l’opera fosse assoggettata alla VIA, si aprirebbe un ulteriore procedimento con possibili effetti sul calendario. Corsini ha comunque indicato l’obiettivo della «prima pietra nel corso dell’estate dell’anno prossimo», cioè nell’estate 2027, mentre la durata dei lavori è stimata in circa cinque anni.

La sala del consiglio comunale di Novara durante la firma del contratto per il nuovo ospedale
La sala del consiglio comunale di Novara durante la firma del contratto per il nuovo ospedale

Sanità, ricerca e impatto sul territorio

La Città della Salute avrà anche un ruolo nella prospettiva del riconoscimento come IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), una qualifica per strutture che uniscono attività clinica e ricerca. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Gianni Valzer, ha ricordato che Novara sta lavorando su immunologia ed ematologia, due aree che possono caratterizzare il percorso scientifico dell’ospedale. In questa prospettiva, ha spiegato, il nuovo ospedale diventa «un asset fondamentale» anche per attrarre professionisti e trattenerli sul territorio.

La stessa impostazione è stata ripresa dal rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, che ha definito la giornata «bellissima, storica» e ha sottolineato il valore del lavoro comune tra istituzioni, azienda ospedaliera, università e impresa. La nuova struttura, ha detto, «va bene per i pazienti», ma anche «per l’università, la ricerca, il territorio e il Paese».

L’intervento supera i 500 milioni di euro, con oltre 180 milioni a carico del settore pubblico e la parte restante sostenuta dal privato. Alla fase di costruzione seguirà una gestione venticinquennale, secondo lo schema del partenariato pubblico-privato.

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