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“Il lusso siamo noi”. Quattro parole su uno striscione, scandite da 300 persone in corteo per le vie di Novara, dicono più di qualsiasi comunicato aziendale. Lo sciopero dei lavoratori di Alexander McQueen – mercoledì, dal sito produttivo di via Visconti fino a piazza Matteotti – è stato più di una protesta sindacale (foto Alessandro Visconti).

È stato il momento in cui una vertenza aziendale è diventata una questione di territorio. Questo perché, come hanno ripetuto spesso i sindacati, esiste il timore che quanto sta avvenendo ora all’azienda londinese dell’alta moda possa in futuro coinvolgere altri marchi del gruppo francese Kering. Una paura riportata in uno striscione dei lavoratori: “Metodo McQueen. Oggi noi, domani tutti!”.

Il conto è presto fatto: 54 licenziamenti collettivi annunciati dal gruppo Kering nei tre stabilimenti italiani del marchio — Novara, Parabiago, Scandicci — di cui 38 concentrati sul sito novarese, che – da poco meno di 2 anni – aveva trasferito la sede da via Belletti a via Visconti.

Numeri che, dietro la loro freddezza, hanno un peso specifico alto: perché Novara non è una città qualunque per la moda di lusso, e perché quei lavoratori non sono operai generici ma artigiani altamente specializzati, custodi del Made in Italy.

Con i lavoratori, a manifestare, sindacalisti di Filctem Cgil, Femca Cisl Piemonte Orientale e Uiltec Uil, a cui si sono aggiunti dipendenti di altre aziende del gruppo, da Gucci a Balenciaga, ma anche lavoratori di altri settori.

Tra gli striscioni “Non siamo rifiuti da buttare, ma eccellenze da preservare”; “Kering: esiste una responsabilità sociale non solo di bilancio”; “I diritti non sono un lusso, non passano di moda”.

Molti manifestanti indossavano una maglietta con la scritta “Anche io sono McQueen”. Hanno ribadito la richiesta in primis dell’ammortizzatore sociale della cassa integrazione straordinaria, la ricollocazione – anche all’interno del gruppo – e le uscite incentivate solo per i volontari. Richieste che, avanzate dai sindacati, l’azienda ha sinora rifiutato.

La non concessione degli ammortizzatori «è mancanza di rispetto. Chiediamo dignità». Presente al corteo l’assessore comunale al Commercio, Maria Cristina Stangalini: «la questione …

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