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Una scuola che festeggia la chiusura dell’anno e diventa opera d’arte. Accadrà lunedì 8 giugno al Convitto Carlo Alberto, a Novara.

C’è un bambino che tiene la posa di un pittore fiammingo. Un’altra bambina che guarda l’obiettivo con l’espressione di un personaggio rinascimentale. Attorno a loro una scuola che per un pomeriggio smette di essere solo spazio didattico e diventa qualcosa capace di sorprendere.

Il primo appuntamento, alle 15, è “Entrare nell’opera”, recita e mostra delle quinte A e B. Invece di far riprodurre i grandi dipinti, i docenti li hanno fatti diventare quei dipinti: bambini scelti per personalità o fisionomia hanno indossato costumi, assunto posture. Opere che esistono da secoli hanno smesso di essere statiche. Le foto saranno in mostra fino a fine mese.

Poi la recita “La filosofia… a cosa serve?!”, nata da un percorso tra storia, arte, letteratura, scienze. A coordinare e curare recita e mostra, Chiara Pasetti, con la collaborazione dei docenti delle due classi coinvolte.

Alle 16.30 la festa è nel cortile attorno alle erbe officinali. “Dal giardino dei semplici al giardino segreto” rimanda a un progetto reale: la ricostruzione del “Giardino dei semplici” del Convitto, che risale al 1480 — residuo dell’Hortus simplicium delle Monache di S. Agostino. …

Articolo completo e altri servizi dalla Diocesi di Novara sul nostro settimanale in edicola e online da venerdì 5 giugno. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.

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