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In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026, la Comunità di Sant’Egidio di Novara e la parrocchia di Sant’Agabio aprono le porte della chiesa di piazza Monsignor Brustia venerdì 26 giugno alle 20.30 per un momento di preghiera dal titolo significativo: “Morire di speranza”.

Un’occasione per ricordare quanti hanno perso la vita nei viaggi verso l’Europa, uomini e donne che hanno scelto di rischiare tutto pur di cercare un futuro migliore.

L’iniziativa, che da anni viene promossa dalla Comunità guidata da Daniela Sironi, arriva a poche settimane dalla visita di Papa Leone XIV alle Isole Canarie, tappa conclusiva del suo viaggio apostolico in Spagna.

Al porto di Arguineguín — ribattezzato “il molo della speranza” — il Pontefice ha incontrato migranti e volontari, ha lanciato una corona di fiori in mare in memoria delle vittime e ha pronunciato parole che hanno scosso le coscienze.

«Ogni barca che arriva non porta solo migranti – ha detto – porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?». «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza».

Parole che ora risuonano anche a Novara, dove la preghiera partirà proprio da qui. Una serata in cui sono state coinvolte numerose associazioni cittadine impegnate sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione. «Sono persone», è il messaggio che Sant’Egidio vuole ribadire — persone con un nome, una storia, un sogno.

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