Il dibattito sulla riforma elettorale, ribattezzata “Stabilicum”, accende lo scontro istituzionale. Il nuovo sistema mira a sostituire il Rosatellum introducendo un impianto proporzionale con un corposo premio di governabilità: il 55% dei seggi alla coalizione che supera il 42% dei voti.
I parlamentari del territorio esprimono visioni opposte. Per il senatore ossolano Enrico Borghi (Italia Viva), la legge rappresenta una deriva verso la “capocrazia”, poiché comprime la rappresentanza, penalizza i territori marginali come il Vco e introduce un premio sproporzionato a rischio d’incostituzionalità.
Difende invece la riforma il senatore novarese Gaetano Nastri (Fratelli d’Italia), secondo cui il sistema garantisce stabilità evitando governi tecnici e ribaltoni, affinché chi vince possa governare.
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