Il progetto Silicon Box si avvicina al passaggio decisivo. L’istruttoria tecnica e finanziaria di Invitalia è arrivata alla conclusione e nelle prossime settimane è attesa la delibera che dovrà aprire la strada alla firma del contratto e alla successiva fase autorizzativa per il grande stabilimento dei semiconduttori previsto a Novara.
A fare il punto venerdì 18 settembre è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, arrivato in città insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Accanto a loro il sindaco Alessandro Canelli, che per il progetto Silicon Box ricopre anche il ruolo di commissario straordinario.
Urso: un impianto unico in Europa
Urso ha insistito soprattutto sul peso dell’investimento e sulla sua rilevanza a livello europeo. «Parliamo di un investimento particolarmente innovativo, l’unico in Europa sul packaging per i chip di questa tipologia così importante e significativa, che farà di Novara una capitale dell’innovazione tecnologica e dell’economia digitale d’Europa», ha detto il ministro.
Il progetto Silicon Box viene inserito dal Governo in una strategia nazionale più ampia sulla microelettronica, insieme al grande investimento di STMicroelectronics in Sicilia. Urso ha sottolineato come, in una fase nella quale diversi progetti annunciati nel settore dei semiconduttori in Europa hanno subito rallentamenti o ripensamenti, l’Italia sia riuscita a portare avanti due operazioni considerate strategiche per la propria capacità industriale e tecnologica.
Per il ministro, l’obiettivo è rafforzare il ruolo del Paese nella filiera europea dell’economia digitale, riportando sul continente investimenti produttivi in settori che negli ultimi anni si sono concentrati soprattutto in Asia e negli Stati Uniti.
La competizione per portare Silicon Box a Novara
Urso ha ricostruito anche la genesi dell’operazione. Il progetto è nato da una missione tecnica del ministero avviata all’inizio della legislatura, con incontri con i principali operatori del settore a Singapore, in Corea del Sud, in Giappone e negli Stati Uniti.
Novara non era però l’unica ipotesi sul tavolo. Il ministro ha ricordato che il primo incontro al quale partecipò personalmente si svolse a Catania, dove esiste già una forte concentrazione industriale nella microelettronica, e che erano state valutate anche altre possibili localizzazioni in Italia.
La scelta del Piemonte è arrivata quindi al termine di una vera competizione fra territori. «Il Piemonte e Novara si sono mossi bene, si sono mossi nell’intercettare e nell’offrire le condizioni a chi doveva scegliere dove insediarsi», ha osservato Urso.

Cirio: Amazon, Politecnici, acqua e rischio sismico
Sui motivi che hanno portato Silicon Box a scegliere Novara si è soffermato anche Cirio, ricordando che alla partita erano interessati altri territori italiani, tra cui Sicilia, Lombardia e Veneto.
Secondo il presidente della Regione, alcuni fattori hanno avuto un peso particolare nella decisione finale. «Quando ho chiesto perché avessero scelto il Piemonte, la prima cosa che mi hanno detto è che il fatto che Amazon fosse il vicino di casa per loro era stato determinante. Poi Novara è a metà strada tra il Politecnico di Torino e quello di Milano, è un territorio ricco d’acqua e al riparo dai rischi sismici», ha spiegato Cirio.
A questi elementi si aggiungono le infrastrutture e la posizione geografica della città, destinata a rafforzarsi ulteriormente con i collegamenti lungo l’asse europeo Genova-Rotterdam. La presenza del grande centro logistico Amazon ad Agognate viene quindi indicata come uno dei segnali che avrebbero contribuito a rassicurare Silicon Box sulla capacità del territorio di ospitare grandi investimenti internazionali.
Cirio: lavoro e riqualificazione delle competenze
La rilevanza del progetto, nelle intenzioni delle istituzioni, dovrà tradursi anche in ricadute occupazionali importanti. Cirio ha spiegato che, una volta concluso il passaggio formale, partirà un confronto diretto con Silicon Box sui profili professionali necessari allo stabilimento.
Il lavoro riguarderà sia le nuove assunzioni sia la possibilità di recuperare personale proveniente da settori oggi in difficoltà. «Andremo a lavorare anche su tutte le persone che sono in cassa integrazione nel settore dell’automotive, attraverso un’operazione di reskilling, per riqualificarle nelle competenze che Silicon Box ci chiederà», ha spiegato il presidente della Regione.
L’obiettivo è quindi utilizzare il nuovo insediamento anche come occasione per riconvertire competenze già presenti sul territorio, affiancando alle assunzioni dall’esterno percorsi di formazione e riqualificazione professionale.

Canelli: il passaggio decisivo è vicino
Ora però l’attenzione si concentra sull’ultimo tratto dell’iter amministrativo. Canelli ha spiegato che l’istruttoria tecnica e finanziaria di Invitalia è arrivata alla conclusione e che nelle prossime settimane è attesa la delibera definitiva sul sostegno pubblico al progetto.
Subito dopo dovrà arrivare la determina e quindi la firma del contratto. «Alla firma della determina ci sarà la sicurezza al cento per cento che l’operazione non si potrà più affossare in nessun modo», ha spiegato il sindaco e commissario.
Dopo questo passaggio Silicon Box dovrà consegnare il progetto definitivo, atteso indicativamente tra novembre e l’inizio di dicembre. Da quel momento entrerà pienamente in campo il lavoro del commissario straordinario per accelerare il cosiddetto permitting, cioè l’insieme delle autorizzazioni urbanistiche, ambientali e costruttive necessarie per arrivare al permesso di costruire.
L’obiettivo indicato dalle istituzioni è completare le procedure entro la fine dell’anno e arrivare all’avvio del cantiere nei primi mesi del 2027.
