A “Improvvisa Compagnia”, gruppo di danza e teatro, di inclusione quasi non vorrebbero parlare. «Le persone saranno incluse quando si smetterà di parlarne», dicono Nadia Gagliardi e Monia Mantovani, rispettivamente responsabile della parte coreografica e della conduzione e vicepresidente.
Al centro del lavoro non c’è più il messaggio di visibilità, ma il contenuto culturale da portare in scena e la riflessione che suscita in chi guarda. Una trentina di cittadini, con e senza fragilità o disabilità, danzano, recitano e suonano su temi storici, culturali e naturalistici.
Una compagnia artistica, prima di tutto, dove l’arte diventa «uno sguardo che guarda»: un modo per mostrarsi come individui, oltre le etichette.
La storia comincia molto prima del nome. «La prima esperienza, nel 1998, sono stati alcuni laboratori artistici nei Servizi sociali del Comune: danza, musica, teatro, anche judo. Nel 2000 nasce un gruppo di danza che fino al 2023 si chiamerà EnsembleArtEssenzialeDanza».
A guidarlo è Gagliardi, 42 anni di lavoro al Comune nei Servizi sociali. Oggi la compagnia è un progetto autonomo, presieduto da Gaetano Giribuola, che firma la regia con Gagliardi e Mantovani, e prova ogni settimana negli spazi di Anffas, a Vignale.
Intorno è cresciuta una rete di famiglie che si aiutano, accompagnano i ragazzi e non solo: «Genitori che usavano lo smartphone solo per telefonare, ora sanno fare foto e video per i social».
I ragazzi si sentono a proprio agio: «Hanno chiara la percezione delle proprie possibilità, dei propri limiti e della propria creatività …
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