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 Le comunità di Comunione e liberazione di tutta la Diocesi lunedì 20 febbraio alle 21, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente ad Arona, ricorderanno il diciottesimo anniversario della morte di don Luigi Giussani, fondatore del movimento, avvenuta il 22 febbraio 2005.

A presiedere la celebrazione eucaristica sarà il vescovo Franco Giulio Brambilla, che non è mancato a quest’appuntamento.

Lo stesso Brambilla ha più volte sottolineato l’attualità del pensiero di Giussani e in particolare de “Il senso religioso”, uno dei saggi più importanti e più conosciuti del sacerdote.

Oggi, però, «non dovremmo avere più in mente il non credente ma l’indifferente – ha detto il vescovo anche in un convegno a margine della mostra sul Gius “Un impeto di vita”, ospitata nello scorso dicembre in vescovado -. Occorre riaccendere il tizzone ardente sotto la cenere, il tizzone che arde dietro al senso religioso di Giussani. Ora abbiamo a che fare con l’indifferente e quindi va mutata impostazione, non più domanda e risposta, le domande dove Gesù, rispondendo, ne suscita altre. Per uniformare gli indifferenti al senso religioso, dobbiamo entrare nel vivere le forme della vita in modo che siano capaci di avere significato, forme di pienezza, dall’amore per i figli alla ricerca della vocazione della vita. Queste cose anche l’indifferente ce le dà, ci porta a un senso religioso che si pratica e non si domanda: ecco la pratica, le pratiche umane. Noi abbiamo bisogno della capacità di tornare a raccontare e di avere educatori che sappiano fare racconti che non solo interrogano, ma sono capaci di plasmare, di speculare».

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