«È stata un’emozione fortissima: l’atmosfera che si respirava in piazza, la bellezza della liturgia, le parole di Papa Leone. Ma anche l’incontro, la sera prima, con padre Gutierrez, il sacerdote guarito miracolosamente da Pier Giorgio (nella foto ndr.). Tutto ha concorso a fare sperimentare ai presenti un momento indimenticabile». Cecilia Gilodi è una dei tanti fedeli novaresi che hanno preso parte alla canonizzazione di Carlo Acutis e di Pier Giorgio Frassati. Ma il suo legame con il santo torinese è speciale. Dopo essersi avvicinata alla sua figura sin dagli anni del liceo, ha iniziato a collaborare con l’Associazione Pier Giorgio Frassati, che si occupa della promozione della sua figura e della sua testimonianza, conoscendo la sorella Luciana e collaborando da vicino con la nipote Wanda Gawronska.
«Mi sono occupata della riedizione di due opere curate da Luciana: “Mio fratello Pier Giorgio. La fede” e “Mio fratello Pier Giorgio. La carità” (edite da Paoline e da Effatà), che raccolgono testimonianze di chi lo ha conosciuto», racconta Cecilia, che ha anche scritto per Cantagalli “Pier Giorgio Frassati e Giovanni Paolo II. La santità possibile per tutti” accostando il Papa che forse più di tutti ha saputo parlare ai giovani e il santo giovane.
Negli anni di impegno e di frequentazione dell’archivio storico di Frassati a Pollone, Cecilia ha costruito un forte legame con la famiglia e soprattutto con Wanda. E così anche per lei Pier Giorgio è come uno di famiglia. «Non un semplice santo da ammirare, un testimone da guardare. Ma un amico. Cui rivolgermi quando sono in difficoltà o quando vivo un momento di gioia».
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