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Da Roma al Piemonte, da Torino a Novara e Trecate. La grande politica nazionale e quella locale si intrecciano in una serie di eventi che ridisegnano scenari e ruoli, alleanze e schieramenti. Per capire cosa sta accadendo si deve partire dalla base, dal consiglio comunale di Novara e poi dalle elezioni amministrative di Trecate.

L’attacco a Ivan De Grandis di Alleanza Novarese

A Palazzo Cabrino agita le acque Alleanza Novarese, un gruppo sorto in polemica con la linea del senatore Nastri, formato dai fuoriusciti da Fratelli d’Italia Mauro Gigantino e Michele Ragno, cui si è aggiunto, via gruppo misto, Maurizio Mieli. La nuova formazione, al primo consiglio, va all’attacco del vicesindaco e assessore allo Sport Ivan De Grandis, che di FdI è uno dei più significativi rappresentanti novaresi. Con un’interrogazione si paventa una sua mancata vigilanza rispetto ai lavori sul campo da softball. In particolare, sono state chieste spiegazioni su sopralluoghi, contatti con i tecnici e le ditte, incontri con il direttore dei lavori e documentazione in grado di attestare il controllo sull’opera.

Nella risposta, De Grandis respinge le accuse richiamando il principio «della separazione tra politica e gestione amministrativa previsto dal Testo unico degli enti locali», ma la linea non convince Alleanza Novarese. «Non si tratta di una giustificazione accettabile – spiegano – perché sussiste una responsabilità specifica: l’assessore avrebbe dovuto vigilare su quanto veniva fatto».

Poi, a testimoniare che non esiste più un allineamento con Fratelli d’Italia, che al proposito tace, la stoccata che sembra a tutti gli effetti una sorta di appello al sindaco per una revoca degli incarichi a De Grandis: «Apprezziamo il lavoro del sindaco e le scelte fatte in passato, ci aspettiamo lo stesso comportamento anche su altre deleghe strategiche». E intanto dalle opposizioni la richiesta di calendarizzare una mozione di sfiducia.

A Trecate i vannacciani per Rosa Criscuolo

Una situazione ancora più estrema si verifica a Trecate. Qui gli schieramenti sono ormai delineati. I candidati a sindaco, salvo sorprese, saranno tre: Roberto Minera per il Centrodestra, Raffaele Sacco per il Centrosinistra ma anche Rosa Criscuolo, la cui storia la colloca in FdI, partito da cui oggi diverge nettamente tanto da contrapporsi al candidato ufficiale.

La Criscuolo e, con lei, anche l’ex sindaco Binatti che la sostiene, ottengono così il sostegno di Futuro Nazionale. Una figura di primo piano del partito di Vannacci, come il biellese Emanuele Pozzolo, già deputato di Fratelli d’Italia, oggi referente piemontese del Generale, sarà infatti alla presentazione della neonata lista Futuro Trecatese che sosterrà proprio la Criscuolo. Con lui a Trecate ci sarà anche il verbanese Davide Titoli, altro ex FdI e oggi vicino all’area vannacciana. Insieme daranno il loro sostegno a una coalizione che si colloca ormai in aperto contrasto con Fratelli d’Italia e con l’intero Centrodestra, ancora più di Alleanza Novarese.

Marina Chiarelli pensa a un futuro oltre FdI

Quel che accade a Trecate e Novara si connette con ciò che succede in Piemonte, nella cui giunta siede Marina Chiarelli. L’ex vicesindaco del Comune di Novara è da mesi in rotta di collisione con Fratelli d’Italia e, da protetta di Gaetano Nastri, plenipotenziario di FdI locale, è diventata una figura scomoda sia per il partito sia per il governo della Regione.

Secondo alcuni rumors, la Chiarelli ha provato un avvicinamento a Forza Italia. Il tentativo è respinto da Alberto Cirio, che, da presidente della Giunta e vicesegretario nazionale, preferisce non avere elementi di tensione con la sua coalizione e ora l’assessore sarebbe tentata di guardare proprio a Futuro Nazionale, seguendo l’esempio di Binatti e Criscuolo.

Del resto, Chiarelli e Binatti, entrambi indeboliti dalla perdita della fiducia con Nastri, alcuni mesi fa ai tempi della crisi in comune a Trecate avevano cercato un’alleanza interna in Fratelli d’Italia per sostenersi vincedevolmente nei rispettivi incarichi.

Già privata di due deleghe di peso come Turismo e Sport, la Chiarelli in questi giorni è stata anche a rischio di perdere le restanti, in conseguenza dell’affaire Del Mastro.

Il politico biellese si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia per essere stato socio in un ristorante con la figlia di un prestanome di un clan mafioso, stessa posizione in cui si trovava anche la vicepresidente regionale e assessore all’Istruzione e al Lavoro, Elena Chiorino.

Nel caso in cui la Chiorino avesse seguito l’esempio di Del Mastro, lasciando gli incarichi di giunta, Cirio avrebbe valutato un rimpasto, liberandosi anche definitivamente della Chiarelli, che sarebbe stata così libera di guardare, come accaduto con Binatti e Criscuolo a Trecate, in direzione del partito di Vannacci.

Alla fine questo non è avvenuto perché, per evitare scossoni, Cirio ha deciso di lasciare le deleghe alla Chiorino, che si è dimessa “solo” da vicepresidente della Regione. In questo modo, almeno per ora, Marina Chiarelli è riuscita a tenersi la poltrona e a rinvia a data da destinarsi le decisioni sulla sua futura collocazione politica.

C’è però da scommettere che, nell’anno che ci separa dalle elezioni politiche e in vista delle amministrative e, forse, anche delle regionali (nel caso in cui Cirio decidesse di dimettersi per correre alla Camera), le sorprese non mancheranno.

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