«Il bello è quando esci dalla classe: hai il cuore pieno di emozioni». Michela Agnesina, presidente di Sbulloniamo Insieme, lo dice con un sorriso, e chi, tra volontari e professionisti, ha visto e vissuto i primi incontri o anche quelli dello scorso anno sa che è così.
Davanti a un colore, a un cartoncino, a un’immagine, i ragazzi rispondono, creano lavori che toccano nel profondo, e tirano fuori quello che hanno dentro, anche ciò che a parole non direbbero mai. O faticherebbero a dire, a esternare.
Riparte da qui “In Sospeso 2.0–Ritrovarsi per ripartire insieme”, presentato alla sede storica della Bpn e sostenuto con 100mila euro dalla Fondazione. L’idea resta la stessa: fare della sospensione, vissuta di solito solo come una punizione, un’occasione per fermarsi, capire e ricominciare, restando a scuola anziché a casa.
“Dal confine alla soglia”, come dice la formula del progetto. Tre le parole chiave nella nuova annualità: io, tu, noi. Ritrovare se stessi, fidarsi dell’altro, sentirsi di nuovo parte della classe.
«Un tema affascinante, che riprende un problema che esiste da tempo – ha spiegato il presidente della Fondazione Franco Zanetta -. L’idea ci è stata portata da Agnesina e Tiziana Napoli, progettista e coordinatrice. Non è facile fare una scelta di questo genere, ma a maggio il check con ragazzi, docenti e operatori ha mostrato ottimi risultati e così andiamo avanti col progetto, che durerà non più pochi mesi ma tutto l’anno».
«Tutto è nato da un’esigenza del territorio – ha raccontato Napoli -. Lo scorso anno Convitto Carlo Alberto e Pajetta ci hanno presi a scatola chiusa». Ora si aggiunge il Bellini e, se la prima edizione lavorava con piccoli gruppi di massimo 10 sospesi, adesso si lavora con le prime medie al completo …
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