Condividi su

«Affrontare il tema dell’immigrazione parlando solo ed esclusivamente di sbarchi è banalizzare un argomento complesso».

Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, redattrice del mensile “Mondo e missione”, lunedì 2 ottobre alle 20.30, all’oratorio di Borgosesia, sarà relatrice dell’incontro “Stranieri sopra la terra. Da fenomeno planetario a condizione umana”, nel ciclo “Cuori ardenti, piedi in cammino” promosso da Missio Novara per l’Ottobre Missionario.

«Far riferimento solo agli sbarchi è davvero – ribadisce – una grande banalità. Soprattutto se si considera che solo lo scorso anno abbiamo accolto in Italia 170mila profughi dall’Ucraina senza che si parlasse di un problema e senza discutere. Sulla rotta mediterranea, sono decisamente meno, siamo a quota 130mila, e si parla di invasione. È un controsenso».

Anna Pozzi Giornalista di Mondo e Missione
Anna Pozzi all’incontro dell’Ottobre Missionario 2023 a Borgosesia

Pozzi, a Borgosesia, cercherà di mettere a fuoco questi nodi, spiegando le ragioni che spingono i migranti ad abbandonare la propria casa. La giornalista, che ha realizzato molti reportage dall’Africa e dal Medio Oriente, specializzata in migrazioni, nuove schiavitù e tratta di persone, racconterà anche la condizione vissuta da chi lascia la propria terra, o è costretto a farlo.

Incontro con Anna Pozzi ottobre missionario 2023 Borgosesia
I partecipanti all’incontro

Una condizione di ‘alterità-estraneità’, di spaesamento, che prova chi deve lasciare tutto ciò che ha: «la propria casa, la cultura, le tradizioni», tutto quanto ha contribuito a dare vita «alla sua identità».
La persona straniera, il migrante, da una parte evidenzia le dinamiche di un mondo globale «con tutte le sue contraddizioni, ingiustizie e diseguaglianze». Dall’altra mostra a tutti le sfide dell’incontro con l’altro, con il diverso. «La domanda: “Chi è l’altro?”, rinvia a un’altra questione: “Chi sono io?”. E non è detto – rimarca la giornalista – che sia più semplice rispondere a quest’ultima…».

Da qui si arriva alla necessità, all’importanza, dell’accoglienza, per cui serve superare l’idea di frontiera. Una frontiera «che sia quella che divide i Paesi o metaforicamente le persone, per rileggere il limite, il confine, non come chiusura, ma – dice Pozzi – come possibilità di apertura verso un oltre e verso un altro con uno sguardo rivolto su ogni orizzonte dell’umano».

Oggi, spiega Pozzi, è importante puntare «su alleanze trasversali in cui la qualità delle relazioni prevale sulle semplicistiche logiche dell’appartenenza». Qualcosa che non «può che accadere e verificarsi con l’accoglienza». Un «gesto faticoso ma fecondo. Riconoscere l’altro, per riconoscere anche se stessi», erigendo, mattone su mattone, «possibilità concrete e responsabili di creare reti o riannodare fili spezzati».


E come può avvenire l’accoglienza e, soprattutto, il dialogo? «Solo se ciascuno – dice Pozzi – accetta di costituirsi come interlocutore». Così il dialogo diventa possibile e le comunità crescono «nella condivisione dinamica e generativa di valori, idee, progetti». Come anche di desideri personali e collettivi. Occorre quindi partire dal basso. Questa la strada per «creare – conclude la giornalista – società più aperte e inclusive, in cui la comunicazione e la collaborazione sono sempre possibili nella misura in cui ciascuno interpreta e vive la pluralità delle idee e delle culture non come minaccia, ma come prospettiva arricchente». Ovviamente occorre saper trovare un «equilibrio tra alterità e identità. Per vivere da cittadini – e non da estranei – su questa terra».

Condividi su

I commenti sono chiusi.

Leggi anche

famiglia
Diocesi

«Un tempo per rigenerarsi»: a Verbania il week-end di spiritualità per le famiglie

Redazione

Un'immagine della Route dei giovani. Foto di Francesca Zanetta
Diocesi

La Route dei giovani da Miasino al Mesma attorno al tema “Aspirate alla santità”

Redazione

Diocesi
il MONTE ROSA

Addio a don Dante, una vita spesa nel sacerdozio in oltre settant’anni di missione in Valsesia

don Franco Giudice

Diocesi

Uomini e donne di Dio, online il podcast su santa Caterina da Siena

Pietro Aurelio Pomella