Nasce l’idea, avanzata dai portavoce di quartiere, di chiedere che le numerose case pubbliche, disabitate o murate e costruite per i profughi dalmati, siano immesse sul mercato e, nel contempo, sia predisposto un piano per il riscatto degli alloggi a favore di chi ancora li abita.
«A Novara – spiega la portavoce Irisa Llanaj – c’è un grosso problema abitativo, mentre qui da noi si possono vedere tante case con appartamenti chiusi o murati, con la sensazione di abbandono e di un quartiere che sta morendo. Ci sono persone e famiglie che sono nella condizione di poter riscattare e sistemare gli alloggi. Sostenerle significa rivitalizzare il quartiere offrendo un’opportunità a tutta la città, non solo alla comunità giuliano-dalmata».
Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, e il presidente dell’Agenzia territoriale per la casa, Marco Marchioni, si stanno confrontando sulla proposta, che seguirebbe il modello di quanto accaduto a Torino con alcuni edifici Atc. Ma l’assessore regionale alla Casa, Maurizio Marrone, chiarisce: «Serve un intervento del Governo».
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