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“Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza a cui siete stati chiamati” (Ef 4,4). È questo il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 (dal 18 al 25 gennaio) che mette al centro l’incontro e la preghiera ecumenica con tutte le confessioni cristiane.

Gli appuntamenti

A Novara e Omegna l’appuntamento di preghiera è per lunedì 19 gennaio. A Novara, alle 20.45 presso la Chiesa Evangelica Metodista (Via delle Mondariso, 6), organizzato dal Segretariato per le attività ecumeniche. A Omegna, alle 20.45 presso la chiesa dell’oratorio, organizzato dall’Upm e dalla Chiesa Evangelica Metodista. A Verbania, presso la chiesa di S. Bernardino, martedì 20 alle 20.45, organizzato dall’Upm di Verbania e dalla Chiesa Evangelica Metodista e dagli Ortodossi romeni.

Il tema

Le preghiere e le riflessioni, presentate dal Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, quest’anno sono state preparate da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena. Il sussidio è scaricabile dal portale della Cei. Il materiale include un’introduzione al tema, uno schema per la celebrazione ecumenica e una selezione di brevi letture e preghiere per ogni giorno della settimana. Questo contenuto può essere utilizzato in vari modi ed è pensato per essere impiegato non solo durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, ma anche durante l’intero anno 2026.

Alla Chiesa armena si rivolgono gli estensori dell’introduzione all’edizione italiana, a cura del Consiglio di Chiese Cristiane di Trento: «ci preme inviare simbolicamente un saluto fraterno ai cristiani di Armenia, che ci offrono i testi per la preghiera di quest’anno: care sorelle e cari fratelli, il vostro impegno e la vostra preghiera per l’unità delle chiese sia di stimolo anche a noi e ad ogni credente, perché sia fatto ogni passo verso un’unità sempre più grande tra noi e con Cristo». Nel sussidio si ricorda che «nel corso della turbolenta storia dell’Armenia, la Chiesa apostolica armena è stata fondamentale per la sopravvivenza e la resistenza del suo popolo. Ha fornito continuità e stabilità durante persecuzioni, migrazioni forzate e genocidi.

Durante il genocidio armeno del 1915, la Chiesa divenne un rifugio per coloro che soffrivano, offrendo conforto e alimentando la speranza di un futuro più luminoso. Ogni anno, la Chiesa armena commemora questo tragico evento, onorando la memoria dei martiri e facendosi portavoce della necessità di tributare loro riconoscimento e giustizia». E ancora: «Nell’Armenia moderna, la Chiesa continua a esercitare un’influenza significativa sulla vita nazionale. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, l’Armenia ha vissuto una rinascita religiosa e la Chiesa apostolica armena ha recuperato il proprio ruolo centrale all’interno della società. Attualmente, la Chiesa si impegna attivamente in iniziative sociali, educative e caritatevoli, affrontando anche questioni legate alla povertà, all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Inoltre, la Chiesa sostiene le comunità armene della diaspora, promuovendo l’unità e garantendo che le tradizioni e la fede armena rimangano vive e vitali tra gli Armeni di tutto il mondo».

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