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Coinvolgere direttamente i cittadini nella cura dei luoghi in cui vivono: è questo il senso più profondo del nuovo Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni urbani, approvato dal Consiglio comunale di Novara.
Un documento che permette ai novaresi di prendersi cura, in forma organizzata e riconosciuta, di qualsiasi bene comune: dall’aiuola sotto casa al giardino del quartiere, fino, nei casi più complessi, a immobili inutilizzati o abbandonati da riportare a nuova vita attraverso veri e propri progetti condivisi.
Il regolamento introduce uno strumento moderno e flessibile: i “patti di collaborazione”, accordi formali tra cittadini (singoli, gruppi o associazioni) e amministrazione.
Con questi patti, chi lo desidera potrà proporre interventi di cura, manutenzione, valorizzazione o rigenerazione, ricevendo dal Comune supporto tecnico e materiale. Una modalità che in molte città ha già permesso la nascita di iniziative di quartiere, adozioni di spazi verdi, piccoli lavori nelle scuole o progetti di più ampia portata.
Provvedimento congiunto
tra maggioranza
e minoranza
A Novara il provvedimento ha una caratteristica particolare: è stato costruito in modo congiunto da maggioranza e opposizione, pur nascendo da un’idea originaria delle minoranze, che risale a diversi anni fa.
L’idea iniziale è del consigliere Mattia Colli Vignarelli (Pd), che ricostruisce il percorso: «Tutto è nato da una mozione nel 2021, e ancor prima da un emendamento al Dup. Da lì è iniziato un confronto con la maggioranza per regolamentare in modo serio la gestione dei beni comuni. Si sono formati gruppi di lavoro: io, la consigliera Tiziana Napoli, il presidente del Consiglio comunale Dodo Brustia e il sindaco, nell’ultimo anno e mezzo abbiamo trovato la quadra sul regolamento».
Il sindaco Alessandro Canelli sottolinea la portata del provvedimento: «Questo regolamento è un ulteriore tassello del programma di riforme che abbiamo condiviso con tutti i gruppi consiliari sin dall’inizio del mandato. Dopo il garante per le persone con disabilità e la rimodulazione delle forme di partecipazione nei quartieri, mettiamo a disposizione dei cittadini un nuovo strumento per contribuire al miglioramento della città».
Il coordinamento del lavoro è stato seguito dal presidente del Consiglio comunale Edoardo (Dodo) Brustia, che ricorda il cammino:
«Quando avviammo questo percorso, quattro anni fa, l’obiettivo era aggiornare i regolamenti per rafforzare il dialogo tra Comune e cittadini. I tre punti erano: garante della disabilità, Consulte di quartiere e beni comuni. Oggi il quadro è completo».

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