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Più controlli della Polizia Locale, una telecamera per leggere le targhe e che possa dunque fare da deterrente sanzionando i trasgressori e un rafforzamento della segnaletica, in particolare all’uscita delle aree logistiche, dove le indicazioni risultano carenti.

Sono queste le richieste avanzate dai cittadini durante la conferenza stampa che si è tenuta al Caffè delle Risaie di Casalgiate, convocata per affrontare il problema sempre più evidente del passaggio dei tir in una zona dove il transito dei mezzi pesanti è vietato.
All’incontro erano presenti il consigliere comunale di Novara Ezio Romano, il portavoce Luca Carta, numerosi residenti e due agenti della Polizia Locale che hanno raccolto direttamente segnalazioni e criticità.

Il nodo principale resta quello del traffico pesante aumentato per l’aumento della logistica ma non solo.
«Al mattino, già dalle otto, non si passa più», raccontano i cittadini.
Una situazione peggiorata anche dopo la chiusura del ponte di San Martino, che ha spinto molti camion a cercare percorsi alternativi, finendo per attraversare Casalgiate. Con il tempo, il passaggio si è consolidato, prima i tir, poi anche furgoni e altri mezzi.
Le conseguenze sono pesanti: «Rumori continui, vibrazioni avvertite nelle abitazioni e soprattutto problemi di sicurezza – proseguono i residenti – Quando usciamo dai passi carrai rischiamo ogni volta» spiegano.

E non manca il tema della velocità, ritenuta eccessiva per una viabilità di questo tipo.
«Servono controlli più frequenti e anche fissi da parte della Polizia Locale, l’installazione di una telecamera è poi fondamentale»
Tra gli interventi invocati anche il miglioramento degli attraversamenti pedonali, con l’ipotesi di passaggi rialzati e una revisione complessiva della viabilità per ridurre i rischi nei punti più stretti dove l’incrocio tra tir e auto diventa critico.
Un tema centrale è quello della tangenziale. Secondo quanto evidenziato da Ezio Romano, il completamento del cosiddetto “tratto zero” «permetterebbe di chiudere l’anello e alleggerire il traffico su queste aree. Restano però criticità progettuali, in particolare sulla possibilità di nuovi accessi, sui quali Anas avrebbe espresso perplessità. Andremo a confrontarci anche a livello regionale», ha spiegato, facendo riferimento al presidente Alberto Cirio.

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