Fare sistema sul territorio, lavorare sulle debolezze, valorizzare i punti di forza, sfatando luoghi comuni e storiche rivalità, sapendo che senza coesione e un indirizzo comune perderemo il treno dello sviluppo. È questa la ricetta che Carlo Robiglio, appena eletto presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv), detta alle imprese locali all’alba del suo mandato.
L’occasione per quello che è suonato come un vero e proprio discorso programmatico è stata una serata conviviale del Rotary Club Sant’Andrea di Vercelli nel corso della quale Robiglio ha posto paletti ben precisi e obiettivi concreti parlando per la prima volta nel pieno della sua carica.
Il punto di partenza da cui partire e poi spendersi nei quattro anni del mandato «è il tema della connessione dei nostri territori, un fattore per costituire un elemento virtuoso capace di far crescere la nostra economia pur in un contesto complicato ma ricco di un patrimonio imprenditoriale di altissima qualità». «Del resto basta riflettere sull’identità delle nostre aziende – ha continuato Robiglio – sulla loro diversificazione e sulla forza di tante di essere conosciute in tutto il mondo. Intorno ad esse c’è una fitta rete di filiera fatta di microimprese che consente a queste imprese più grandi e a maggior fatturato di lavorare ed essere un fiore all’occhiello del made in Italy».
In questo contesto stanno sorgendo pilastri che hanno tutta la possibilità di diventare un volano enorme per la crescita del territorio sia in virtù della loro significanza strategica sia degli investimenti che ricadranno sul tessuto economico locale. Robiglio ha ricordato davanti a tutto lo stabilimento Silicon Box «3,5 mliardi di investimento, un progetto che ha messo Novara sulle prime pagine di tutti i giornali. Ma ci sono anche 600 milioni di euro che andranno a potenziare l’impianto di Memc, terzo produttore mondiale di wafer di Silicio e non posso non ricordare anche la città della salute che porterà 585 milioni di euro. Ora la vera sfida del territorio è quella di proporre le condizioni perchè pubblico e privato possano capitalizzare queste enormi oppportunità».

È qui che Robiglio ha indicato alcune delle difficoltà e dei nodi da sciogliere che la porzione di Piemonte orientale su cui opera Cnvv deve prendere in considerazione. Primo tra tutti quello infrastrutturale. «Se i nostri territori non hanno un sistema di comunicazione efficiente, tutto crolla. Poi quello della cosiddetta hospitality. Io da imprenditore mi trovo spesso ad avere gravi difficoltà nel reperire stanze d’albergo per i miei clienti tanto che non saltuariamente li mando a Milano, Novara e Vercelli da questo punto di vista devono fare molti passi avanti. Non possiamo pensare che con l’arrivo di realtà come Silicon Box o anche più semplicemente con l’ospedale da 800 posti letto che sorgerà nella zona della piazza d’Armi il territorio resti tanto sguarnito di hotel come lo è oggi. Altro aspetto direttamente collegato all’accoglienza di un mercato che amplia la sua visione è quello di strutture come scuole per stranieri e occasioni di intrattenimento. Ma il problema si manifesta anche in un mercato della casa, specialmente degli alloggi di qualità e moderni, che è arido. Dobbiamo diventare un luogo attrattivo e su tutto questo noi come imprenditori siamo chiamati a rispondere direttamente considerando che accogliere questa domanda significa incrementare le occasioni per muovere l’economia locale».
Uno scenario stimolante ma anche sfidante per i nostri territori e per Cnvv, come ha spiegato Robiglio nel finale, che richiede un confronto e concertazione per stilare un progetto, una piattaforma elaborata sulla base di un’analisti della situazione e competenze specifiche: «uno dei primi passi – ha chiuso Robiglio – sarà il reclutamento «coivolgermo nelo studio una grande major della consulenza strategica che fornirà supporto ad un advisory board. Alla fine del percorso avremo uno studio-manifesto per uno sviluppo dell’area nei prossimi cinque anni».
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