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Il novarese potrebbe diventare un polo di assoluta eccellenza nel campo dei semiconduttori e ricevere un investimento pari a 3,2 miliardi di euro grazie all’insediamento di un impianto di produzione di Silicon Box, azienda di Singapore specializzata nel settore.

La notizia, che sarebbe clamorosa se confermata e rappresentare un incredibile volano dal punto di vista economico e dello sviluppo, arriva da Reuters.

La società, tecnicamente una start up ma sostenuta da Byung Moon Han, ex dirigente di Jcet (colosso cinese specializzato nel testing e packaging di semiconduttori) e da Sehat Sutardja e Weili Dai, marito e moglie, miliardari fondatori di Marvell Technology (produttore statunitense di prodotti per l’archiviazione, comunicazione e semiconduttori), ha da tempo un accordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy in base al quale avrebbe costruito nel nostro paese un impianto di assemblaggio per abilitare nuove tecnologie come applicazioni di nuova generazione nel campo dell’intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e componenti per veicoli elettrici.

Silicon Box stava valutando alcune città della Lombardia, una del Veneto e appunto, Novara. Ora la scelta definitiva sarebbe caduta proprio sulla nostra zona.

Al momento, anche se Reuters fa esplicitamente cenno a “Town of Novara” (città di Novara), non è esattamente chiaro se si sta parlando di un insediamento sul territorio del capoluogo o tratta di una indicazione di massima che fa riferimento al territorio del novarese.

Ricordiamo che alcuni mesi fa il Piemonte aveva offerto ad Intel la possibilità di insediare un suo stabilimento su un terreno agricolo a Galliate, nel Novarese di circa 4 milioni di metri quadri. Non è del tutto da escludere quindi che non si parli esattamente di Novara ma del suo territorio.

In ogni caso è indubitabile che se Reuters ha ragione, si tratterebbe di un evento clamoroso dal punto di vista economico ed imprenditoriale. Silicon Box in fase di avvio ha racimolato 410 milioni di dollari che sono diventati un miliardo grazie all’infusione di capitali di United Microelectronics (produttore taiwanese di semiconduttori) e di TDK (azienda giapponese tra i maggiori produttori di supporti magnetici e di componenti elettronici).

Lo scopo dello stabilimento, che dovrebbe generare 1.600 posti di lavoro, oltre a quelli indiretti per la costruzione della fabbrica, i contratti per le forniture e il sistema di logistica, servirà alla produzione dei cosiddetti chiplet, ovvero componenti che abbinano più componenti, collegandole tra loro per costruire un sistema più complesso, realizzando chip con un singolo processo di produzione.

Non è chiaro chi siamo i clienti di Silicon Box, ma in precedenza è stato genericamente riferito che i chiplet saranno usati nel campo dell’intelligenza artificiale.

L’ufficialità della scelta di Novara o del novarese arriverà solo a fine giugno anche se è del tutto probabile che prima di allora ci saranno altre voci ed indiscrezioni che potrebbero dare sostanza alle fonti di Reuters.

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