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Dopo il nubifragio che ha colpito il Piemonte – che in Ossola e in Valsesia è stato subito da diverse località montane nella notte tra sabato 29 e domenica 30 giugno – soccorritori, vigili del fuoco, operatori della Protezione Civile e gli stessi residenti non si sono fermati, con l’obiettivo di ripristinare i servizi primari il prima possibile, mantenere la situazione sotto controllo, per tornare il più rapidamente possibile alla normalità. Intanto Preioni, sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte, ha chiesto lo stato di calamità per Macugnaga.

In particolare, Alpe Veglia, Valle Anzasca e Valle Divedro sono le aree dove sono state registrate le piogge più intense. Dall’alpe Veglia 123 persone rimaste bloccate sono state trasportate in elicottero fino a Varzo in una zona sicura.

Macugnaga è la località più colpita da esondazioni e allagamenti in Valle Anzasca. Ancora difficili da misurare i danni subiti da attività commerciali, abitazioni di privati, alberghi, locali e dalle strade della valle. Dalla mattina del 1° luglio è stata ripristinata l’energia elettrica, ma la ripresa della normalità per la gestione dell’acqua richiede più tempo. In tutto sono state sfollate 40 persone. Torrenti straripati, sentieri impraticabili hanno inoltre bloccato 29 persone nei rifugi Zamboni e Saronno sul Monte Rosa. Un intervento in elicottero le ha messe in salvo. Le strade, già dal giorno dopo il nubifragio sono parzialmente percorribili, ma fino a quando non saranno riportate a una situazione di normalità le strade, le abitazioni e i locali allagati, si potranno percorrere solo per motivi lavorativi o di necessità.

Alberto Preioni, sottosegretario alla presidenza della Regione, il 1° luglio ha spiegato – durante un sopralluogo a Macugnaga con la Protezione Civile – di aver chiesto al Governo e al capo dipartimento della protezione civile Fabrizio Curcio di dichiarare lo stato di calamità per Macugnaga.

La maggior parte dei disastri in Valsesia sono stati registrati ad Alagna, ma l’alluvione ha colpito anche Campertogno e Scopa, e ha toccato in particolare strade, ponti, sentieri e infrastrutture turistiche. Ad Alagna il ponte Schennine è collassato.

«Ad Alagna Valsesia ci sono stati ingenti danni. Da una prima stima oltre 3 milioni di euro con danneggiamenti di strade, ponti, scogliere. Ingenti danni nel Parco naturale dell’Alta Valsesia con sentieri e infrastrutture turistiche devastate. Evacuati con elicottero dei Vigili del fuoco i turisti che si trovavano nei rifugi (Barbaferrero, Ferioli etc). Danni anche a Campertogno e Scopa anche se più lievi», ha dichiatao il presidente dell’Unione Montana della Valsesia Francesco Pietrasanta in un post su Facebook, in attesa del sopralluogo dei funzionari delle opere pubbliche della Regione Piemonte. «Come Unione montana dei Comuni della Valsesia – ha scritto – ci stringiamo attorno alle comunità colpite e ai Sindaci coinvolti e ringraziamo tutte le Autorità per il pronto intervento. A distanza di circa 4 anni dall’ultima alluvione che ha devastato la Valsesia è preoccupante vedere quanto siamo indifesi davanti a questi eventi. Come abbiamo già detto più volte è necessario mettere mano ai fiumi e ai torrenti, fare pulizia, fare manutenzioni sulle infrastrutture che regimano le acque e procedere con disalvei programmati. Per fare questo servono risorse mirate per i comuni montani che sono le avanguardie di questo sconvolgimento climatico. Siamo sicuri che la Regione e lo Stato non ci lasceranno da soli ma chiediamo di fare in fretta sorpattutto con l’avvicinarsi della stagione turistica estiva per evitare ulteriori danni economici alle attività».

I bisogni del territorio, le prospettive per la ripresa dopo l’alluvione con le interviste ai soccorritori, residenti e alle istituzioni, con altri approfondimenti dai territori della Diocesi di Novara, sul nostro settimanale, in edicola a partire da venerdì 5 luglio. Il settimanale si può leggere anche online, abbonandosi o acquistando il numero cliccando direttamente sopra qui.

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