Da Assisi a Cascia, sulle orme di figure che con la loro testimonianza hanno segnato la storia di tante comunità e le storie personali di generazioni di fedeli.
È l’itinerario che propone la diocesi di Novara con il pellegrinaggio organizzato da lunedì 2 a mercoledì 4 marzo 2026, in occasione dell’Ostensione delle spoglie di san Francesco d’Assisi.
Un itinerario di spiritualità, un’esperienza di Chiesa
«Il Giubileo – spiega don Gianmario Lanfranchini, responsabile dell’iniziativa – ci ha aiutato a riscoprire la dimensione del pellegrinaggio come esperienza dello spirito e di Chiesa. Anche per l’anno prossimo vogliamo allora tornare a fare a tutti una proposta in questo senso: un’occasione per trovare una pausa dalla quotidianità, per vivere giornate con un ritmo diverso, per condividere la fatica del cammino e la gioia dell’incontrarsi». Con san Francesco, al centro del pellegrinaggio anche san Carlo Acutis, santa Chiara e santa Rita, «quattro figure di santi molto diverse – prosegue don Lanfranchini –, con storie personali differenti e che hanno vissuto epoche distanti tra loro. Eppure capaci di essere ancora modelli credibili di santità per il XXI secolo».
Il programma
Il programma di massima – i cui dettagli verranno definiti nei prossimi giorni – prevede le prime due giornate (lunedì 2 e martedì 3 marzo) ad Assisi, con la venerazione delle spoglie di san Francesco, la sosta alla tomba di san Carlo Acutis e la visita a Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione, a santa Maria degli angeli e alla Basilica di Santa Chiara. Mercoledì 4 marzo, il trasferimento a Roccaporena e a Cascia, con una giornata tutta dedicata a santa Rita. Il viaggio sarà in pullman, con partenze previste in diversi luoghi della diocesi. I costi saranno a partire da 610 euro 580 euro. Per informazioni e per comunicare adesioni è possibile scrivere a [email protected] o visitare la pagina ufficiale dell’iniziativa su diocesinovara.it.
Partecipare ad un evento storico
L’ostensione delle spoglie di san Francesco è un evento storico: si tratta della prima volta in otto secoli, voluta proprio per celebrare, nel 2026, l’ottavo centenario della morte del Poverello di Assi. Per volontà di Papa Leone XIV il corpo sarà spostato dalla sua tomba, situata nella cripta della basilica francescana, e deposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore, accessibile alla devozione dei fedeli dal 22 febbraio al 22 marzo. «Per la prima volta – si legge nella nota ufficiale della Custodia Generale del Sacro Convento -, il corpo di San Francesco sarà visibile a tutti, un dono straordinario, un invito profondo alla preghiera e un’opportunità per vedere il vangelo di Cristo vissuto fino in fondo nella vita di una persona come noi. Quest’ostensione, radicata nel tema evangelico del seme che muore per portare frutto nell’amore e nella fraternità, ci invita a considerare la vita del Santo, che continua a portare frutto dopo 800 anni e a ispirare l’umanità intera sulla via della pace, della fraternità, del servizio agli ultimi, della gioia e della cura del creato».
A sottolineare la straordinarietà dell’evento anche fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione della Basilica di san Francesco in Assisi: «L’ostensione non è solo un evento devozionale, ma un messaggio potente per i credenti e per la nostra società nel suo complesso – ha detto nel giorno dell’annuncio ufficiale, lo scorso 4 ottobre, festa di san Francesco -. Ci ricorda che da una vita donata può nascere una fecondità inaspettata. Francesco vive, e il suo spirito continua a operare in mezzo a noi, chiamandoci a essere costruttori di pace, custodi del creato e testimoni di un amore che non muore. Prepariamoci a vivere insieme questo straordinario momento di grazia, per lasciarci ispirare ancora una volta dalla vita e dalla persona di Francesco d’Assisi».
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