Sì, diamo i numeri, in tutti i sensi! Perché è importante conoscere “i numeri”, la quantità di soldi spesi per le armi e rendersi conto che davvero “diamo i numeri”… cioè siamo fuori di testa, siamo sull’orlo di un baratro.
Nel 2025 la spesa militare mondiale è stata di 2.887 miliardi di dollari. Record storico! «L’Europa corre – si legge sul sito della Rete Italiana Pace e Disarmo – aumentando notevolmente le spese per i propri eserciti, e l’Italia fa un balzo del 20% (pur con un “trucco” contabile). Ma più soldi armati non portano maggiore sicurezza… 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024».
È quanto emerge dai nuovi dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) resi pubblici a fine aprile. «È l’Europa – commenta RIPD – il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo nel 2025, con un aumento complessivo del 14% della propria spesa militare. L’Italia non fa eccezione: con un aumento del 20%, il nostro Paese è tra i principali contributori della spirale militarista europea, rientrando stabilmente nel gruppo dei primi 15 Paesi della classifica derivante dai dati SIPRI.
Si tratta comunque di scelte politiche precise, che sottraggono risorse enormi a sanità, scuola, transizione ecologica e politiche sociali». E RIPD conclude: «La scelta tra spese militari e spese sociali non è immutabile né lontana dalla nostra vita quotidiana. Chiediamo al Parlamento e al Governo italiano di aprire un dibattito pubblico trasparente su queste scelte, invertendo una rotta che ci allontana dalla pace».
Siamo ad un anno esatto dall’elezione di Papa Leone: «La pace sia con tutti voi! (…) Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante».
Papa Leone, in ogni occasione, ci richiama alla pace e al disarmo, sulle orme di papa Francesco e dei suoi predecessori. Ricordiamo Giovanni Paolo II: «La guerra, avventura senza ritorno».
Ai vescovi italiani, il 17 giugno 2025, Papa Leone ha chiesto «che ogni Diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro».
«Non dobbiamo abituarci alla guerra! – 18 giugno 2025 – Anzi, bisogna respingere come una tentazione il fascino degli armamenti potenti e sofisticati».
«Come si può credere, dopo secoli di storia – incontro con ROACO, 26 giugno 2025 – che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? (…) Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta?
La gente è sempre meno ignara della quantità di soldi che vanno nelle tasche dei mercanti di morte e con le quali si potrebbero costruire ospedali e scuole; e invece si distruggono quelli che sono già costruiti!».
E nella Veglia mariana per la pace, sabato 11 ottobre 2025: «“Metti via la spada” è parola rivolta ai potenti del mondo, a coloro che guidano le sorti dei popoli: abbiate l’audacia del disarmo!
Ed è rivolta al tempo stesso a ciascuno di noi, per farci sempre più consapevoli che per nessuna idea, o fede, o politica noi possiamo uccidere. Da disarmare prima di tutto è il cuore, perché se non c’è pace in noi, non daremo pace».
Davanti alla follia delle spese per le armi, le denunce non sono mai mancate. Già nel 1967, nell’Enciclica Populorum Progressio, al n. 53 si legge:
«Quando tanti popoli hanno fame, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi».
Sono mancate, o forse sono state molto poche, le risposte e le scelte concrete per dare gambe al disarmo.
Don Renato Sacco
Consigliere nazionale Pax Christi