Il tentativo della direzione di Radici Chimica di far ripartire l’impianto di acido nitrico, per smaltire le circa 600 tonnellate di ammoniaca anidra stoccate nella cosiddetta “sfera”, resta al momento bloccato.
Sul finire della scorsa settimana la direzione aveva chiesto il rientro dei lavoratori nel reparto dell’acido nitrico per procedere allo svuotamento, ma la Rsu ha detto ‘no’, chiedendo l’intervento del Prefetto. «Sino a quando non c’è la sicurezza assoluta – aveva sottolineato e ribadito per la Rsu Massimo Olivini – non può e non deve ripartire».
A fermare la ripartenza dell’impianto è stato – poi – il Comitato Tecnico Regionale – che riunisce Vigili del Fuoco, Arpa Piemonte e Inail. Una ripartenza su cui i sindacati avevano già espresso contrarietà, ritenendo lo stabilimento non sicuro per lavoratori e cittadini dopo due fermi tecnici recenti le cui cause, «stando ai vigili del fuoco, non sono ancora state chiarite».
Sulla vicenda c’è stato anche un incontro in Prefettura mercoledì. Il prefetto Francesco Garsia ha ricevuto le segreterie territoriali di Uiltec, Filctem e Femca, la Rsu e i segretari confederali Stefano De Grandis (Uil), Chiara Corbellini (Cgil) e Riccardo Monzù (Cisl), con la direzione aziendale e Confindustria.
Il prefetto, spiegano i sindacati in una nota, ha condiviso la preoccupazione delle sigle sindacali, ribadendo che eventuali operazioni di svuotamento dovranno avvenire «con le massime misure di sicurezza».
L’azienda ha ribadito alle parti «la necessità di usare l’impianto per una decina di giorni al massimo». Sui possibili 140 esuberi, poi, «ha condiviso i timori per la ricaduta sociale, esortando le parti a cercare ogni soluzione per garantire il minor impatto possibile sui dipendenti e la continuazione delle attività». Visto anche che Radici è una delle realtà storiche e …
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