Esiste un modo per mostrare ai più piccoli che le differenze non fanno paura, ma portano bellezza. È la fotografia. E da gennaio, in due quarte e due quinte della scuola elementare Rigutini di Sant’Agabio, a Novara, è un percorso già iniziato.
Un cammino che ha un titolo che dice tutto: “Un viaggio nella bellezza delle differenze”. Obiettivo insegnare l’inclusione, ma anche coltivare empatia, rispetto e consapevolezza. Così che ogni diversità possa diventare un incontro, un valore.
A volerlo la Fondazione Comoli Ferrari con la Polisportiva San Giacomo: due realtà che hanno scelto di investire non su un’aula o un manuale, ma su uno sguardo. Il progetto mette in mano ai bambini uno strumento fotografico per imparare a raccontare il mondo che li circonda e a scoprirvi, immagine dopo immagine, il valore dell’altro.
A guidarli in classe è Vittoria Lorenzetti, fotografa documentarista. «Lo scopo è sviluppare uno sguardo critico, soffermandosi sulle immagini e sul come leggerle», spiega. I bambini imparano a scovare le informazioni dentro una fotografia, a leggerla come si legge un testo.
«Con una singola immagine si può fare una storia. Una foto è in grado di mostrare i cambiamenti nel mondo». In aula ha portato il suo lavoro — compreso un reportage dall’Amazzonia — e i bambini
l’hanno inondata di domande.
«La fotografia funziona come mezzo di inclusione perché, quando scattiamo un ritratto, portiamo in primo piano le specialità di ogni persona. Guardandoci e mostrando le nostre unicità si sciolgono i pregiudizi» …
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