«È sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella Striscia di Gaza. Rinnovo il mio appello accorato a consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate». Le parole pronunciate da Papa Leone XIV all’udienza generale del 21 maggio sono state rilanciate nel comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente della CEI, riunito a Roma.
Un appello accorato, in comunione con il Papa, con il quale la Chiesa italiana chiede per voce dei vescovi «che sia rispettata la dignità delle persone, sia permesso l’ingresso di aiuti senza restrizioni, siano aperti corridoi umanitari e, soprattutto, si attivi la comunità internazionale per porre fine alle ostilità».
Nel documento, in linea con quanto sottolineato dal presidente cardinale Matteo Zuppi nella sua introduzione, il Consiglio ha ribadito «l’urgenza di un impegno, propositivo e fattivo, per una pace che, come l’ha definita Papa Leone XIV, sia ‘disarmata e disarmante’”, lanciando un appello forte e unanime per far tacere le armi, da costruire con gesti concreti di solidarietà e momenti di preghiera».
«Chiediamo — ha poi detto lo stesso cardinale Zuppi — un dialogo che possa realizzare la soluzione ‘due popoli, due Stati’. Basta allargare lo sguardo per dire, senza tema di smentita, che ciò di cui l’umanità ha più bisogno oggi è proprio la pace. La Chiesa invoca, annuncia e si mette al servizio della pace. Senza esitazioni, senza soste».
«Dalla Striscia di Gaza — aveva detto il Papa al termine dell’udienza di mercoledì, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana — si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a sé i corpi senza vita dei bambini e che sono continuamente costretti a spostarsi alla ricerca di un po’ di cibo e di un riparo più sicuro dai bombardamenti. Cessate il fuoco, siano liberati tutti gli ostaggi, si rispetti integralmente il diritto umanitario. Maria, Regina della pace, prega per noi».
Di Gaza e della drammatica situazione che colpisce una popolazione inerme, senza distinzione tra adulti, bambini, malati, ha parlato anche il cardinale Pietro Parolin. In un’intervista ai media vaticani, il Segretario di Stato ha definito quel che accade nella Striscia come «inaccettabile», aggiugendo: «Il diritto umanitario internazionale — ha detto Parolin — deve valere sempre, e per tutti. Chiediamo che si fermino i bombardamenti e che arrivino gli aiuti necessari per la popolazione e ad Hamas di rilasciare subito tutti gli ostaggi che ancora tiene prigionieri e di restituire i corpi di quelli che sono morti in queste settimane».
La CEI nel suo messaggio non ha mancato di aggiungere un riferimento anche all’Ucraina, parlando del «dramma della guerra e della violenza che unisce tragicamente diverse parti del mondo».
I vescovi italiani hanno invocato un cessate il fuoco immediato, denunciando «l’inaccettabile tributo che intere popolazioni stanno pagando» ribadendo la necessità che «il diritto umanitario internazionale sia sempre garantito».
Dal Vaticano è giunta una nota con la quale si offre la piena disponibilità della Santa Sede a ospitare eventuali negoziati, in un luogo neutrale e protetto.
«Non si tratta di mediazione, ma di accoglienza — ha ribadito su questo argomento il cardinale Parolin —. Innanzitutto, è urgente e indispensabile una tregua per mettere fine alle devastazioni, alle città distrutte, ai civili che perdono la loro vita. E poi — ha aggiunto — è urgente arrivare a una pace stabile, giusta e duratura, pertanto accettata e concordata da entrambe le parti».
A questi appelli, la Chiesa italiana unisce un gesto spirituale: «Celebrare la Veglia di Pentecoste per implorare da Dio il dono di una pace piena e per ricucire i vincoli di fraternità tra le nazioni». L’Ufficio Liturgico Nazionale è al lavoro per predisporre uno schema di preghiera ad hoc.
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