«Durante le lezioni siamo ‘bombardati’ da nozioni, ma nessuno ci prepara a entrare in ospedale. Nessuno ci prepara a trovarci di fronte al dolore, alla sofferenza. Sono incontri, quelli coi malati, che ti cambiano. Ringrazio l’Associazione volontari ospedalieri Avo, la Scuola di Medicina e l’ospedale per la possibilità di essere in corsia con altri miei compagni di corso».
A parlare è Chiara Ferè, uno dei 55 studenti di Medicina del biennio pre-clinico che sta prendendo parte al progetto, unico in Italia, “Prendersi cura prima di curare”. E che vede questi giovani entrare in corsia affiancati dai volontari di Avo.
I risultati dell’iniziativa sono stati illustrati in ospedale dalla presidente di Avo, Danila Finzi (con lei il presidente nazionale Francesco Colombo), dal direttore generale del Maggiore, Stefano Scarpetta, e dai responsabili dei reparti dove gli studenti stanno effettuando i turni.
In Cardiologia, Ginecologia, Ematologia, Psichiatria, Pronto Soccorso, Medicina 2, Ortopedia e Traumatologia e day hospital oncologico. 450 le ore di volontariato fornite dagli studenti. Si va dalle 104 in Cardiologia alle 96 al Dea, ma anche 60 nella struttura di Ematologia.
“Prendersi cura prima di curare” è nato nel 2019, con 12 studenti, ma è stato rilanciato lo scorso autunno. «La collaborazione tra noi e la Scuola di Medicina – spiega Finzi – è nata in modo sperimentale sei anni fa. All’epoca gli studenti dei primi due anni, dopo aver frequentato il corso di formazione Avo, hanno svolto 8 turni di due ore ciascuno …
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