Le disparità non sono, necessariamente, un destino irrimediabile. Si può cambiare la base di partenza e riuscire a migliorare la propria condizione di vita. Un miglioramento in cui l’elemento fondamentale è quello di non essere da soli, ma accompagnati, con accanto una rete di rapporti e relazioni solide, significative. È il messaggio che consegnano i dati della seconda edizione del Rapporto Disuguaglianze di Fondazione Cariplo, illustrata al Castello, a Novara, in settimana.
Un evento promosso dalla Fondazione guidata da Giovanni Azzone con Fondazione Comunità Novarese Fcn.
Quando una comunità riesce a edificare mattoni importanti di relazioni anche le fragilità possono diventare occasione di crescita collettiva.
Lo confermano i dati. Il 77% dei giovani tra i 18 e i 45 anni ha trovato ostacoli sul proprio cammino, ma oltre la metà di loro è riuscita a migliorare. La percentuale è, infatti, del 52%. Un dato che cresce per chi vive in contesti socialmente integrati (64%) e cala tra chi è isolato (28%).
Un cambiamento che viene “acceso” da un mentor – una figura di riferimento, un docente, un amico o un allenatore, capace di mostrare al giovane le sue potenzialità e dalla comunità. Quest’ultima creando una rete di protezione.
Lo hanno spiegato le ricercatrici Valentina Amorese (di Cariplo), Chiara Ancillotti e Chiara Ferrari (Ipsos Doxa). Un’indagine, dunque, questa di Fondazione Cariplo, sulla ‘fioritura del potenziale umano’ in situazioni di vulnerabilità. Il presidente Azzone: «Conoscere le disuguaglianze vuol dire costruire possibilità e avere una comunità più coesa …
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