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Primo Maggio anche a Novara, venerdì mattina. Sono stati in tanti a voler partecipare alla manifestazione e a camminare in corteo lungo le strade del centro, da piazza Cavour, dove c’è stato il ritrovo, sino a piazza Gramsci, che ha ospitato gli interventi dei sindacati, coordinati da Stefano De Grandis, segretario generale della Uil Novara e Vco.

Al centro degli interventi, sicurezza, precariato, dignità del lavoro e pace. Queste le urgenze del lavoro locale in un momento di grande instabilità internazionale.

Ad aprire il corteo, come sempre, la Bandakadabra. A partecipare le tre principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil e tanti lavoratori. Tra coloro che hanno manifestato le lavoratrici della Alexander McQueen, che sono a rischio licenziamento. Eloquente lo striscione che portavano lungo le vie della città: “Noi siamo l’eccellenza in esubero. 54 sono famiglie, non numeri”.

Presenti anche diversi esponenti del Partito democratico, dal segretario regionale Domenico Rossi al segretario provinciale Rossano Pirovano, come anche la segretaria cittadina Emanuela Milù Allegra e la consigliera a Palazzo Cabrino Cinzia Spilinga. E tanti altri rappresentanti sindacali, a partire dalla segretaria generale Cisl Piemonte Orientale, Elena Ugazio.

Dal palco le voci di chi il precariato lo vive in prima persona, come un rider di 45 anni che ha chiesto di poter avere «un contratto vero e dignitoso». In un altro intervento, di un tecnico di radiologia, Manfredi Romano, si è sottolineata la mancanza di almeno 100 infermieri all’ospedale Maggiore.

Michele Piffero, segretario generale Cgil Novara, ha evidenziato i limiti del lavoro a chiamata, che non dà sicurezza, ma che soprattutto «non è dignitoso e non consente di arrivare alla fine del mese».

Luca Caretti, segretario generale Cisl Piemonte, si è soffermato invece sull’instabilità mondiale. Sulle 56 guerre aperte e sugli effetti che queste portano, a partire dai costi esorbitanti «di gas e luce», senza dimenticare i prodotti che compongono la spesa di ogni famiglia.

A scortare il corteo Polizia, Carabinieri e Polizia locale.

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