Prosegue il dibattito sulla proposta di riforma dell’Ente di gestione delle aree protette della Valsesia. Dopo le osservazioni espresse da alcune associazioni ambientaliste, è intervenuto anche Carlo Stragiotti, presidente dell’Egap Valsesia, per chiarire il percorso avviato e gli obiettivi delle modifiche proposte.
Le proposte di riforma dell’Egap Valsesia
Nei giorni scorsi l’Ente aveva inviato alle amministrazioni locali un documento contenente diverse proposte per la gestione delle aree naturali protette.
Tra gli interventi previsti figurano la riqualificazione della Casa del Parco di Alagna, la manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, il rafforzamento dell’educazione ambientale e della promozione territoriale, oltre al sostegno per agricoltori e allevatori.
Nel piano sono inclusi anche interventi legati alla gestione dei danni causati dalla fauna selvatica e dalla presenza del lupo, progetti sul Monte Fenera e la valorizzazione della Valle Strona.
Tra gli obiettivi indicati vi sono inoltre il potenziamento della comunicazione con cittadini e proprietari, una revisione degli screening ambientali Vinca per gli eventi ricorrenti, l’aumento dell’organico e del budget dell’Ente e una revisione degli strumenti normativi e pianificatori.
Il confronto con le amministrazioni locali
Uno dei punti più discussi riguarda il rafforzamento del ruolo della Comunità delle aree protette, con una maggiore possibilità per le amministrazioni locali di incidere non solo sugli indirizzi generali, ma anche sulla valutazione dell’operato del direttore.
Tra le ipotesi avanzate compare anche una possibile riforma della legge regionale che trasferirebbe ai Comuni la gestione delle aree protette.
Proprio su questo tema alcune associazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazione, ritenendo che la nuova impostazione possa indebolire il sistema di tutela ambientale affidandolo a enti non sufficientemente strutturati per affrontare questioni delicate come la biodiversità.
L’intervento del presidente Carlo Stragiotti
Stragiotti ha ricordato che il percorso di confronto con il territorio è iniziato ufficialmente nell’autunno del 2025, con la convocazione della prima riunione della Comunità delle aree protette.
«Ho assunto un impegno preciso con gli enti della Comunità delle aree protette: ascoltare davvero le amministrazioni locali, raccogliere le loro criticità e provare a costruire un percorso per migliorare un Ente che, così com’è oggi, non risponde alle esigenze del territorio».
Il presidente ha inoltre spiegato che il testo definitivo delle proposte è stato condiviso soltanto l’8 maggio, dopo diversi incontri e revisioni.
Secondo Stragiotti, il confronto resta fondamentale, ma le norme di tutela ambientale non devono trasformarsi in un ostacolo permanente allo sviluppo delle comunità locali.
«Un Parco non può essere percepito come un ostacolo permanente allo sviluppo economico delle comunità che lo vivono. Le imprese turistiche, agricole e locali non devono essere soffocate da un sistema che dice solo “no”».
Il nodo della gestione ai Comuni
Infine Stragiotti ha chiarito che l’eventuale trasferimento della gestione ai Comuni rappresenta soltanto una possibilità subordinata, legata a eventuali decisioni della Regione Piemonte e alla disponibilità di adeguati trasferimenti economici.
«Prima viene il confronto, prima vengono le riforme, prima viene il tentativo serio di far funzionare meglio l’Ente», ha concluso il presidente, sottolineando la volontà di riportare cittadini e amministrazioni locali al centro della vita del Parco.
Nel settimanale in edicola venerdì 22 maggio, il servizio integrale con le notizie da tutto il territorio della Diocesi di Novara. Il settimanale si può leggere abbonandosi cliccando qui.