Niente licenziamenti immediati. Nessuna uscita forzata. E le scadenze rinviate a settembre. È questo il risultato — «non scontato», come lo definiscono le organizzazioni sindacali nazionali — raggiunto giovedì al Ministero del Lavoro, dove Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno firmato un accordo con il Gruppo Kering sulla vertenza Alexander McQueen.
Un accordo che riguarda i tre siti italiani del marchio londinese — Novara, Scandicci e Parabiago — e che i lavoratori hanno votato all’unanimità.
Il punto più importante: nessuno perderà il posto contro la propria volontà. Le eventuali uscite potranno avvenire solo su base volontaria, con incentivi economici.
Una svolta rispetto alla posizione iniziale dell’azienda, che aveva annunciato 54 licenziamenti collettivi — 38 dei quali sul sito novarese di via Visconti — senza aprire alcun tavolo né considerare ammortizzatori sociali. Ora gli esuberi dichiarati sono 35 in totale, 25 a Novara.
Il risultato, spiegano i sindacati, è figlio diretto della mobilitazione delle settimane precedenti: il corteo del 20 maggio, con 300 persone per le vie di Novara, aveva trasformato la vertenza in questione di territorio. «È un risultato che ferma l’impatto immediato dei licenziamenti e restituisce al negoziato un ruolo centrale», commentano Cristian Bertuletti, Caterina Viscuso e Luisa Mauceri per Cgil, Cisl e Uil di Novara e Vco.
Resta però aperta la questione degli ammortizzatori sociali, che l’azienda non ha ancora accettato di attivare. I sindacati sono espliciti: «la gestione degli esuberi deve avvenire attraverso strumenti collettivi e non traumatici, evitando soluzioni che scarichino sui singoli lavoratori il costo della riorganizzazione» …
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