L’intelligenza artificiale (AI, dall’inglese “Artificial Intelligence”) è al tempo stesso un’opportunità e un potenziale pericolo. Uno scenario che non appartiene al futuro, ma è già realtà.
Per questo il Rotary Club Borgomanero-Arona, guidato dal presidente Marco Magaraccia, ha organizzato giovedì 28 maggio al Teatro Rosmini il convegno “CapirAI, l’intelligenza artificiale spiegata a tutti”. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con l’Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Borgomanero.
A condurre l’incontro sono stati Fulvio Julita, formatore e divulgatore AI, ed Elena Locatelli, vice dirigente del Leonardo da Vinci e docente di lingua spagnola.
Daniele Bottoni Comotti, consulente informatico con oltre vent’anni di esperienza, autore del libro “Come l’AI ha imparato a sbagliare” e docente di informatica all’Enaip di Omegna, ha spiegato la differenza tra l’intelligenza artificiale e una semplice ricerca su internet.
«Un motore di ricerca propone articoli già preparati. L’AI invece elabora, lei stessa, un testo che prima non c’era», ha sottolineato.
Ma quanto sono affidabili i contenuti generati dall’intelligenza artificiale?
«Importante – ha spiegato Bottoni – è conoscere la fonte da cui deriva il testo o, ancora meglio, indicare direttamente la fonte per la ricerca. Uno strumento utile è NotebookLM».
Come esempio ha citato il personaggio di Renzo Tramaglino: «Si possono chiedere semplicemente informazioni sul personaggio oppure specificare come fonte “I Promessi Sposi”, indicando così un riferimento affidabile».
Durante il convegno si è parlato anche di Gianni Rodari (Omegna 1920 – Roma 1980) grazie all’intervento di Alberto Poletti, direttore del Parco della Fantasia Gianni Rodari di Omegna.
Rodari avrebbe accettato l’intelligenza artificiale?
«Certo che sì – ha risposto Poletti –. Rodari era dotato di grande fantasia e intuizioni, proprio ciò che serve per gestire l’intelligenza artificiale e non farsi gestire da essa».
Un concetto ripreso anche da Lorenzo Basso, senatore della Repubblica e vicepresidente della Commissione Ambiente, Trasporti e Innovazione Tecnologica.
«Chi decide come si usa l’AI? Chi ha in mano l’algoritmo che può indirizzare l’elaborazione dei testi?» ha osservato. «Dietro all’algoritmo c’è una persona che può essere legata a interessi di parte».
«È necessario conoscere questi meccanismi, accoglierli con spirito critico e non subirli passivamente. Uno dei rischi è la pigrizia mentale determinata dalla possibilità di ottenere informazioni senza alcuno sforzo».
Il senatore ha inoltre evidenziato come «la tecnologia corra più veloce dell’uomo» e che oggi risulti più difficile correggere errori generati da algoritmi già impostati.
Non è mancato un riferimento agli aspetti etici.
«Non possiamo delegare a un algoritmo la vita di una persona. Penso ai droni impiegati in guerra o alle auto a guida autonoma nel caso in cui smettano di funzionare».
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