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L’estate in Valsesia è stata devastata da imponenti incendi che hanno bruciato oltre 2.500 ettari di boschi, colpendo duro la Val Mastallone e il Mombarone (distrutto il rifugio). Tra ingenti danni economici, sospetti doli e siccità, solo la pioggia ha spento il rogo.

Oltre 2.500 ettari di boschi valsesiani sono andati in fumo a causa degli incendi che per circa due mesi hanno imperversato sulle montagne, nonostante gli sforzi impiegati dai Vigili del fuoco e dai volontari del gruppo Anti-incendio boschivo per contenerli.

Le zone più colpite sono state la Val Mastallone e, nella bassa valle, quella del Mombarone, ma piccoli focolai sono apparsi anche sulla Res di Varallo e a Mollia.

Per diversi giorni del mese, l’aria è stata impregnata dall’odore del fumo che copriva il cielo e faceva rosseggiare il sole, uno scenario quasi apocalittico che rendeva ancora più difficile da sopportare l’ondata di caldo anomalo con temperature ben sopra la media stagionale.

Solo la pioggia provvidenziale della settimana scorsa ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella lotta contro le fiamme, anche se è stata obiettivamente troppo poca per migliorare la situazione generale di siccità che ha imposto a molti Comuni il razionamento dell’acqua.

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