Era il 30 settembre 2003 quando nasceva la sezione di Novara dell’Ail, l’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, che ora è Ail Novara Vco, arrivando sino al Verbano.
All’epoca a Novara non esisteva un reparto di ematologia. A raccontarlo è la presidente Rosalba Barbieri Pisani, alla guida dell’associazione – punto di riferimento per malati e famiglie – dalla fondazione.
Fu contattata dal professor Gianluca Gaidano, che voleva aprire la prima ematologia in città. Allora chi era affetto da un tumore del sangue veniva curato con gli altri pazienti oncologici. Da quella sinergia nacque il reparto, struttura complessa a direzione universitaria, diventato un’eccellenza: un legame che prosegue tuttora.

Nel tempo l’associazione, nata onlus, è diventata ente del terzo settore: dal 2023 è un’Organizzazione di volontariato iscritta al Runts. Tra i soci fondatori con Barbieri, ricorda la presidente, «c’erano personalità come Mariella Enoc», poi presidente dell’Ospedale Bambin Gesù, il notaio Nunzia Giacalone, Raffaella Drago, Daniela Pagani.
«Obiettivo principale di Ail, noi siamo una delle 83 sezioni provinciali, è la ricerca: ogni sezione affianca la struttura ospedaliera pubblica di riferimento, intervenendo dove il pubblico non arriva». Quando l’associazione partì, gli ematologi specializzati a Novara erano due, Davide Rossi e Gianluca Gaidano. In 23 anni sono stati arredati 2 day hospital, acquistati strumenti importanti, assegnate 37 borse di studio, 2 dottorati di ricerca ….
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