Il lago d’Orta è luogo di rara bellezza, non vi sono dubbi, e lo specchio d’acqua è anche pulito.
Per meglio conoscerlo e conservarlo, l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, insieme al Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e all’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha elaborato un innovativo progetto definito “Integrare” che è stato presentato allo Show Room della ditta Fantini di Pella. Il progetto è realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo nell’ambito degli “Interventi emblematici provinciali”.
Di che cosa si tratta?
«Di un’attività di censimento degli immissari, piccoli e grandi, ricordandoci che assieme al Liming sono loro che hanno permesso la rinascita della vita nel lago, e del monitoraggio di nuovi inquinanti antropici nelle acque del Lago. Il progetto, della durata di due anni, si svilupperà con nuovi metodi grazie alle prestigiose collaborazioni dei due partner Unimi e Irfmn, e ci consentirà di avere nuovi dati sui ragionare per mirati» spiega Gianni De Bernardi, presidente di Ecomuseo.
La sensibilità dei cittadini è indispensabile:
«Infatti sono previste iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo della cittadinanza, dedicate alla conservazione dell’ecosistema, tra cui workshop, attività didattiche nelle scuole, eventi divulgativi, uscite di campionamento, conferenze e una mostra finale organizzata dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone per raccontare quanto realizzato durante lo svolgimento del progetto».
L’uso della cozza sentinella è sempre valido?
«La cozza di lago, una specie nativa e protetta di cui si conferma la ricomparsa e ricolonizzazione del lago già a partire dal 2014, verrà nuovamente utilizzata come “bioaccumulatore”, ma questa volta verranno analizzati i nuovi inquinanti antropici e non quelli dei fondali».
«Il progetto Integrare intende completare queste attività realizzate col bivalvi, estendendo lo studio a più aree del lago e a queste nuove classi di inquinanti.
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